Torino produce, studia e cammina, ma avverte anche un malessere che non fa rumore e che affolla gli studi dei professionisti. Accanto all'ansia da prestazione, il grande demone contemporaneo è la solitudine: a delineare il quadro sono i sintomi, le fasce più esposte e le nuove situazioni di rischio.

Come riportato da TorinoToday, le storie che emergono raccontano di un manager quarantottenne con attacchi di panico notturni e il terrore di fallire, di una studentessa che sviene prima degli esami e di una vedova di settantadue anni che non parla per intere settimane, se non per salutare il panettiere, descrivendo un peso sul petto che non va via mai.

I dati rivelano che sono 370mila i torinesi nella morsa della depressione, e che uno su tre soffre in silenzio. Sul tema interviene la psicologa Raffaella Santoliquido, la quale spiega: “L’emergenza legata alla salute mentale in Italia e a Torino assume dimensioni sempre più preoccupanti”.

Secondo quanto riportato dalla testata, in Piemonte sono oltre 850mila le persone prese in carico dai Dipartimenti di Salute Mentale, mentre le stime indicano che tra il 20% e il 25% della popolazione viva condizioni di disagio non riconosciuto.