Oltre duecento studenti medi sono scesi in piazza a Torino per un presidio di protesta sotto la sede della Città Metropolitana, in corso Inghilterra 7. Al centro della mobilitazione, promossa dai collettivi studenteschi e organizzata da Osa (Opposizione studentesca d'alternativa), vi è la richiesta di interventi urgenti sull'edilizia scolastica e un confronto diretto con le istituzioni locali.

La manifestazione odierna, venerdì 9 ottobre 2026, si inserisce all'interno di un percorso di agitazione che coinvolge diversi istituti superiori del territorio torinese, tra cui il Carlo Ignazio Giulio, il Liceo Regina Margherita, l'Istituto Superiore Luigi Lagrange e il Liceo Scientifico Gobetti, alcuni dei quali già interessati da forme di occupazione.

Le richieste dei collettivi: edilizia e fondi

Nel corso del presidio, i partecipanti hanno ribadito con forza le criticità legate allo stato degli edifici scolastici. “In questo paese c’è un modello di scuola che cade a pezzi, letteralmente, e che cerca di essere nascosto con una infame propaganda razzista”, denunciano i collettivi studenteschi in una nota diffusa durante la mobilitazione.

Nel mirino degli studenti ci sono le condizioni strutturali dei plessi scolastici. La richiesta avanzata all'ente locale è netta: “Città Metropolitana è obbligata a riparare i soffitti che cadono, le porte che non ci sono o se ci sono hanno i buchi, i bagni inagibili e le finestre rotte”, sottolineano i rappresentanti degli studenti, puntando il dito contro la gestione dei fondi e le priorità di spesa.

Il confronto con la Città Metropolitana

Dopo circa due ore di presidio e interventi al microfono svoltisi nel corso della mattinata, la protesta ha registrato un momento di interlocuzione istituzionale: una delegazione di studenti è stata infatti ricevuta all'interno della sede di Città Metropolitana per aprire un tavolo di confronto sulle problematiche sollevate.

La mobilitazione degli studenti medi a Torino prosegue dunque su un doppio binario: da un lato la protesta nelle strade e nei plessi scolastici, dall'altro la richiesta formale di risposte concrete e impegni verificabili da parte dell'amministrazione competente sulla manutenzione e sulla sicurezza degli edifici scolastici superiori.

Fonte: TorinoToday