Bufera a Monfalcone sulle dichiarazioni della Garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, Laura Saicovich, finita al centro delle polemiche dopo alcune affermazioni relative alla presenza di malattie e scarsa prevenzione igienica nei contesti educativi frequentati da bambini di origine straniera. Il caso, che sta sollevando reazioni indignate sia nell'opinione pubblica sia tra le forze politiche, è stato sollevato dal quotidiano locale Il Piccolo.

Al centro del dibattito ci sono le frasi pronunciate dalla Garante in merito a presunti e frequenti casi di scabbia, pidocchi e malattie esantematiche che, secondo la sua ricostruzione, caratterizzerebbero in modo particolare le scuole dell'infanzia del territorio comunale bisiaco frequentate da alunni stranieri.

Le smentite dalla scuola e la reazione delle opposizioni

Le affermazioni della Garante di nomina diretta del sindaco hanno tuttavia trovato una pronta smentita da parte del mondo scolastico. Come riportato sempre dal quotidiano locale, la dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo Randaccio, Francesca Zamar, ha ridimensionato drasticamente il fenomeno dei parassiti, parlando di appena "uno, due all'anno". La stessa dirigente ha inoltre smentito un'altra delle affermazioni diffuse, ovvero quella relativa alla presunta massiccia presenza del velo tra le bambine nelle scuole.

La polemica si inserisce in un contesto politico e sociale già particolarmente acceso, divampato proprio nel giorno della visita a Monfalcone del ministro dell'istruzione e del merito Giuseppe Valditara, giunto in città per fare il punto della situazione sulle classi con un'alta percentuale di alunni di origine straniera.

Durissima la reazione delle opposizioni politiche. Per i rappresentanti dem, tra cui Diego Moretti del Partito Democratico, le dichiarazioni della Saicovich non sarebbero supportate da alcun elemento scientifico e assumerebbero una connotazione fortemente discriminatoria nei confronti dei più piccoli. Da qui la richiesta esplicita indirizzata alla Garante: "Dovrebbe andare a casa".

Fonte: TriestePrima