L'intelligenza artificiale aiuta gli studenti universitari a trovare lavoro, offrendo strumenti che rendono più efficace la preparazione al mercato. Questo cambiamento risponde a una crescente richiesta di competenze legate all'IA, già presente in uno su quattro annunci di lavoro in Europa.

Un intervento di Google for Education

Il direttore di Google for Education per Europa, Medio Oriente, Africa e Asia‑Pacifico, Colin Marson, ha partecipato ieri, 8 ottobre 2026, all’iniziativa “Leader Series‑Higher education” a Palazzo Brancaccio a Roma, organizzata da Google in collaborazione con la Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane. Marson ha sottolineato che le aziende cercano e cercheranno persone capaci di utilizzare al meglio l’intelligenza artificiale, competenza che diventerà sempre più determinante per chi entra all’università.

Un recente studio citato da Marson, consultabile integralmente attraverso il report ufficiale di Google, ha evidenziato che una ricerca di lavoro su quattro in Europa richiede competenze legate all’IA, e la percentuale è destinata a crescere. Per uno studente che inizia ora il suo percorso universitario, comprendere e saper utilizzare l’IA rappresenta una leva fondamentale per inserirsi con successo nel mercato del lavoro.

Strumenti pratici offerti da Google

All’interno di Gemini, il suite di intelligenza artificiale di Google, è presente uno strumento basato sul metodo socratico, che favorisce l’apprendimento guidato. Se utilizzato correttamente, questo e gli altri strumenti di Gemini possono accelerare lo studio e supportare gli studenti nella preparazione delle competenze richieste dal mondo del lavoro.

Oltre agli studenti, i docenti beneficiano di un notevole risparmio di tempo: grazie a Gemini, educatori e professori riescono a dedicare più tempo al rapporto diretto con gli alunni e meno a compiti amministrativi. Inoltre, gli strumenti consentono di creare rapidamente materiale didattico coinvolgente, migliorando la qualità delle lezioni.

Benefici e timori sul mercato del lavoro

Il timore che l’IA possa sostituire l’uomo in vari settori è reale, ma Marson ha ricordato che il mercato del lavoro sta cambiando e che l’IA amplifica le capacità umane, non le sostituisce. In molti ambiti, l’intelligenza artificiale permette alle persone di svolgere attività più complesse e di aggiungere valore, creando nuove opportunità professionali.

Il rischio di un’atrofia cognitiva, soprattutto nei più giovani, è stato menzionato, ma l’adozione responsabile di strumenti di IA, progettati per supportare la didattica e mantenere l’insegnante al centro del processo educativo, è considerata fondamentale.

Strumenti specifici per esigenze educative

Un esempio concreto è NotebookLM, che permette a un insegnante di raggruppare tutti i materiali di una classe in un unico blocco note. Gli studenti possono interagire con questi contenuti in diversi modi: per gli studenti con dislessia o bisognio di supporto, lo strumento può trasformare il testo in podcast, facilitando l’accesso alle informazioni. Per gli studenti più timidi, l’interazione con l’IA offre un modo per partecipare senza la pressione del contatto diretto in classe, generando miglioramenti reali nell’apprendimento.

Collaborazione con le università italiane

Da marzo 2026, Google collabora con la Luiss di Roma in un progetto olistico che integra l’IA nella ricerca, nella gestione amministrativa, nell’insegnamento e nell’apprendimento. Questo approccio dimostra come le università italiane siano pronte a sfruttare le potenzialità dell’intelligenza artificiale per migliorare l’intera esperienza accademica.

Cosa fare ora

Per chi desidera sviluppare le proprie competenze digitali e aumentare le proprie possibilità di occupazione, è consigliabile valutare corsi di laurea online riconosciuti, che offrono supporto di un consulente a pagamento: corsi di laurea online riconosciuti con consulente a pagamento. Inoltre, è importante adottare gli strumenti di IA in modo responsabile, garantendo la protezione dei dati e mantenendo l’insegnante come figura centrale del processo educativo.

Fonte: Il Messaggero