La Corte di Cassazione ha riconosciuto che la Carta del docente, il contributo di 500 € annui per l’aggiornamento previsto dalla legge 107/2015, spetta anche al personale educativo del Convitto Nazionale «Vittorio Emanuele II» di Arezzo.
La sentenza della Cassazione
Con l’ordinanza n. 25597/2026, pubblicata il 21 settembre, la Sezione lavoro della Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione della Corte d’Appello di Firenze. Il Tribunale di Arezzo aveva accolto la domanda di nove educatori del Convitto, ma la Corte d’Appello, su ricorso del Ministero dell’Istruzione, aveva respinto, sostenendo che la Carta del docente fosse riservata ai soli docenti.
La Cassazione ha evidenziato che il contratto collettivo della scuola colloca il personale educativo nella stessa area professionale dei docenti (art. 25) e prevede obblighi di formazione e aggiornamento (artt. 127 e 129). Perciò anche gli educatori hanno diritto al contributo di 500 € per l’anno.
«La Cassazione ha riconosciuto che anche gli educatori hanno l’obbligo di aggiornarsi, e quindi diritto allo strumento pensato per farlo», ha commentato l’avvocato Amedeo Stoppa, difensore dei ricorrenti.
Cosa prevede la legge 107/2015
La cosiddetta “Carta del docente”, introdotta dalla legge 107/2015, prevede un finanziamento annuale di 500 € per sostenere le attività di formazione continua dei docenti di ruolo. Il provvedimento è stato tradotto nel contratto collettivo nazionale del comparto scuola, che, secondo la Cassazione, estende lo stesso beneficio al personale educativo.
Implicazioni per gli educatori
La decisione ha un impatto immediato su tutti gli educatori delle scuole statali e dei convitti che rientrano nella stessa area professionale dei docenti. Oltre al diritto al contributo, la sentenza conferma l’obbligo di partecipare a percorsi di aggiornamento, come previsto dagli articoli 127 e 129 del contratto collettivo.
Le amministrazioni scolastiche dovranno aggiornare le proprie procedure di erogazione della Carta del docente, includendo i profili educativi nei bandi di finanziamento interno.
Cosa fare ora
Gli educatori interessati dovrebbero verificare con il proprio Ufficio Scolastico Territoriale le modalità operative per richiedere il contributo di 500 € e per accedere ai corsi di aggiornamento, presentando le relative richieste formali attraverso i canali istituzionali dedicati, quali il portale POLIS Istanze Online o la piattaforma ufficiale del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Per chi desidera approfondire le opportunità formative, è possibile consultare i corsi di formazione per docenti e personale educativo, offerti da soggetti privati a pagamento con consulenza specialistica.
Nel frattempo, la causa torna alla Corte d’Appello di Firenze, che dovrà applicare il principio stabilito dalla Cassazione.
Fonte: La Nazione




