Mirko Damasco, presidente di Salvagente Italia, ha riacceso l’attenzione sul tema del primo soccorso, sollecitando un’accelerazione dell’iter legislativo per introdurre tali competenze nei programmi scolastici. L’attivista ha dichiarato che l’astinenza da cibo rappresenta per lui una forma di protesta per difendere il diritto alla vita in caso di malore, con particolare attenzione alla protezione dei più giovani.
Il contesto: dalla crisi Covid alla lotta per il soccorso a scuola
Durante l’emergenza Covid, Damasco aveva promosso iniziative di sensibilizzazione pubblica. Oggi la sua battaglia è rivolta al mondo dell’istruzione: l'obiettivo è che le nozioni di primo soccorso, in particolare la disostruzione pediatrica, diventino parte integrante dell’insegnamento nelle scuole.
La “legge Bove” e il quadro normativo attuale
La proposta di legge, battezzata con il cognome del calciatore Edoardo Bove, è nata dopo l’incidente avvenuto nel 2024 durante la partita Fiorentina‑Inter. È importante sottolineare che, nel panorama normativo attuale, le scuole non sono prive di strumenti: il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha già sottoscritto, in collaborazione con il Ministero della Salute, specifici Protocolli d’intesa con il 118 che regolano la formazione al primo soccorso e la diffusione della cultura dell'emergenza negli istituti scolastici. Per approfondire i progetti già attivi e le linee guida ministeriali, è possibile consultare il portale ufficiale mim.gov.it o il sito del Ministero della Salute.
“La proposta di legge è ferma in Parlamento”, ha spiegato Damasco sui social, sottolineando la necessità di un intervento legislativo che renda strutturale quanto già avviato attraverso protocolli di intesa.
Cosa prevede la proposta di legge “Bove”
- Introduzione di moduli di primo soccorso nei curricula di scuola primaria e secondaria.
- Formazione specifica per insegnanti e personale ATA sulla disostruzione delle vie aeree nei bambini.
- Obbligo di esercitazioni pratiche periodiche per gli alunni.
- Collaborazione con enti di volontariato sanitario, come Salvagente Italia, per la realizzazione dei corsi.
Perché è importante per docenti, genitori e studenti
Il primo soccorso è una competenza di base che può fare la differenza in situazioni di emergenza. Insegnare ai bambini come riconoscere e gestire un soffocamento o un malore può ridurre i rischi e aumentare la sicurezza. Inoltre, il coinvolgimento attivo del personale ATA, spesso il primo punto di contatto in caso di emergenza, garantisce una risposta più rapida ed efficace.
Cosa possono fare gli interessati adesso
Il dibattito pubblico sulla sicurezza scolastica è in costante evoluzione.
- Segui gli aggiornamenti: consulta regolarmente le pagine dedicate sul portale del Ministero dell’Istruzione e del Merito per conoscere i progetti e le attività formative già attive nelle scuole.
- Partecipa alle iniziative di Salvagente Italia: l’associazione organizza incontri, webinar e campagne di sensibilizzazione aperte a docenti e genitori.
- Firma le petizioni online che chiedono al Governo di dare priorità alla normativa sul primo soccorso nelle scuole.
- Parla con il dirigente scolastico: chiedi se la tua scuola sta già valutando corsi di primo soccorso in collaborazione con enti di volontariato, anche tramite il supporto fornito su .
Le parole di Mirko Damasco
“L’astinenza da qualunque cibo è la forma non violenta e più profonda di protesta per difendere il diritto di ognuno di noi ad avere il diritto alla vita in caso di malore.”
“È per difendere il diritto dei bambini di imparare il primo soccorso a scuola, per protestare contro il ritardo intollerabile della legge Bove.”
La mobilitazione continua, ponendo l'accento sulla necessità di garantire che i bambini italiani possano ricevere un’educazione alla sicurezza sin dalla più tenera età.
Conclusioni
La proposta di legge “Bove” rappresenta un tema di grande interesse per una scuola sempre più sicura. Anche in attesa di ulteriori sviluppi parlamentari, la sensibilizzazione promossa da Salvagente Italia e da cittadini attivi come Mirko Damasco mantiene alta l'attenzione sul tema. Docenti, genitori e operatori scolastici sono invitati a monitorare le opportunità formative già offerte dal Ministero e a sostenere le iniziative volte a rafforzare la cultura della prevenzione.
Fonte: Il Giorno




