Entra nel vivo la fase di verifica delle dichiarazioni presentate dai docenti per l'aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) relative al biennio 2026-2028. Gli Uffici Scolastici Territoriali, in collaborazione con le istituzioni scolastiche, hanno avviato la pubblicazione dei decreti contenenti gli esiti dei controlli sui titoli e sui servizi dichiarati nelle istanze presentate la scorsa primavera.
L’operazione, prevista dall’Ordinanza Ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026, ha lo scopo di garantire la correttezza delle graduatorie e, di conseguenza, la legittimità delle nomine a tempo determinato effettuate dall'inizio dell'anno scolastico. Quando i controlli evidenziano discrepanze tra quanto dichiarato dal candidato e quanto effettivamente verificato, l'Ufficio procede alla rettifica del punteggio o, nei casi più gravi, all'esclusione dalle graduatorie.
Il caso di Reggio Calabria: pubblicate le prime rettifiche
Un esempio concreto di questa procedura arriva dall’Ambito Territoriale di Reggio Calabria, che nella giornata di ieri, 5 ottobre 2026, ha reso noto l’avvenuto deposito all’Albo Pretorio del decreto relativo agli esiti dei controlli sui titoli del personale docente. La nota dell'Ufficio VI – USR Calabria, consultabile sul portale ufficiale dell'Ambito di Reggio Calabria, segna un passaggio fondamentale per la stabilizzazione delle graduatorie provinciali.
Il provvedimento non riguarda solo una correzione formale, ma ha effetti diretti sulla posizione dei docenti. Le rettifiche possono comportare lo scivolamento in graduatoria e, qualora il docente sia già in servizio su una supplenza ottenuta grazie a un punteggio errato, possono determinare la risoluzione del contratto o la rideterminazione della durata dello stesso.
Come funzionano i controlli secondo l’OM 27/2026
Secondo la normativa vigente, il controllo dei titoli spetta all'istituzione scolastica dove il docente stipula il primo contratto di supplenza nel periodo di vigenza delle graduatorie. Una volta effettuata la verifica, il Dirigente Scolastico comunica l'esito all'Ufficio Scolastico Territoriale competente, che provvede a convalidare o rettificare il punteggio a sistema (SIDI).
- Titoli di accesso: verifica dell'effettivo conseguimento della laurea o dell'abilitazione e della coerenza con la classe di concorso richiesta.
- Titoli di servizio: controllo delle date di inizio e fine rapporto, della tipologia di servizio (specifico o aspecifico) e della regolarità dei versamenti contributivi.
- Titoli culturali e certificazioni: accertamento della validità di master, corsi di perfezionamento e certificazioni linguistiche o informatiche.
Focus sulle certificazioni informatiche: i nuovi criteri
Uno dei punti di maggiore attenzione nei controlli di quest'anno riguarda le certificazioni informatiche. L'OM n. 27/2026 ha introdotto criteri molto più stringenti rispetto al passato, legati al quadro europeo delle competenze digitali. Per essere valutate nelle GPS 2026-2028, le certificazioni devono essere state rilasciate da enti accreditati ACCREDIA secondo la norma ISO/IEC 17024.
- Le certificazioni conformi al quadro DigComp 2.2 valgono 1 punto.
- Le certificazioni conformi al quadro DigCompEdu valgono 2 punti.
- È possibile vedersi riconosciuta una sola certificazione per ciascun quadro, per un massimo complessivo di 4 punti.
I docenti che hanno inserito titoli non conformi a questi requisiti (ad esempio attestati di frequenza a corsi digitali non accreditati Accredia) vedranno il proprio punteggio decurtato in sede di controllo, poiché tali titoli valgono zero punti ai fini delle graduatorie attuali.
Cosa succede in caso di rettifica del punteggio
Se a seguito del controllo il punteggio viene ridotto, l'interessato riceve una notifica del decreto di rettifica. Questo atto è definitivo e può essere impugnato solo tramite ricorso giurisdizionale al TAR o ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Tuttavia, è sempre consigliabile richiedere un accesso agli atti qualora non siano chiare le motivazioni della decurtazione.
Le conseguenze per chi è già in servizio sono stabilite dall'articolo 8 dell'Ordinanza Ministeriale: l’eventuale servizio prestato sulla base di dichiarazioni mendaci o punteggi erroneamente attribuiti può essere dichiarato non valido ai fini della progressione di carriera e di ulteriori punteggi nelle graduatorie future, fermo restando l'obbligo di segnalazione alle autorità competenti in caso di dichiarazioni false (DPR 445/2000).
Cosa devono fare i docenti adesso
Nonostante la pubblicazione dei decreti sia di competenza degli uffici, i docenti precari sono invitati a monitorare costantemente l'Albo Pretorio del proprio Ufficio Scolastico Provinciale di riferimento e il proprio profilo su Istanze Online.
È fondamentale verificare che il punteggio visualizzato coincida con quello spettante in base ai titoli effettivamente posseduti e alle nuove tabelle di valutazione. In caso di errori materiali evidenti commessi dall'amministrazione, è possibile tentare la strada del reclamo in autotutela, inviando una PEC all'ufficio territoriale prima che la graduatoria diventi definitiva per l'anno in corso.
Si ricorda inoltre che, per le supplenze residue e i posti che si rendono vacanti durante l'anno, restano attive le procedure di Interpello, regolate dall'articolo 14, comma 22, dell'OM 27/2026, alle quali possono partecipare i docenti non nominati o che non abbiano già esaurito le proprie possibilità di scelta.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito istruzioneatprc.it.




