L'Unione Docenti Idonei PNRR e Pubblici Concorsi (UDIP), insieme al Movimento St.U.D.I.O., è intervenuta con una nota ufficiale per ribadire il valore delle selezioni pubbliche nella scuola e fare chiarezza sulla reale composizione delle graduatorie. Il gruppo sottolinea come non sussista alcuna contrapposizione sostanziale tra precariato e idonei: la maggioranza dei docenti inseriti negli Elenchi regionali appartiene infatti alla platea dei precari storici che hanno superato tutte le prove selettive previste.
Nessuna contrapposizione tra precari e idonei
Secondo l'UDIP, ogni concorso pubblico fissa criteri oggettivi che distinguono chi supera le prove da chi viene respinto. L'associazione evidenzia che una totale trasparenza sugli esiti registrati dalla piattaforma ministeriale confermerebbe che precari storici e idonei sono, nella maggior parte dei casi, la medesima categoria. A questi si affiancano gli altri candidati che, pur senza un lungo servizio alle spalle, hanno comunque superato le prove concorsuali.
Nel comunicato viene inoltre espresso sconcerto per il clima di tensione registrato sui social network, dove i docenti idonei sarebbero bersaglio di offese e attacchi da parte di una minoranza contraria ai concorsi ordinari. L'UDIP ha fatto sapere che valuterà insieme ai diretti interessati la possibilità di tutelarsi nelle sedi opportune, precisando che tali atteggiamenti non rappresentano affatto l'intera categoria dei supplenti.
Fabbisogno, supplenze e richieste alle istituzioni
L'UDIP richiama il meccanismo degli Elenchi regionali, previsto dall'articolo 2 del D.L. 45/2025 (convertito in Legge 79/2025), nato per dare continuità alle assunzioni nei limiti del fabbisogno concordato tra Governo e Commissione Europea. Da un monitoraggio condotto dall'associazione sui bollettini provinciali delle supplenze annuali, emerge che anche un singolo primo turno di nomine in un capoluogo o in poche province assorbe un quantitativo di posti pari o superiore all'intero fabbisogno dichiarato per stabilizzare gli idonei della regione.
Viene inoltre contestato il meccanismo di attribuzione dei punteggi per le supplenze, che assegnerebbe al superamento di un concorso pubblico un peso fino a dieci volte inferiore rispetto a quello riconosciuto ai percorsi abilitanti. Per queste ragioni, l'UDIP respinge l'idea che gli idonei rappresentino un ostacolo per la stabilizzazione del personale e chiede di non alimentare canali paralleli a scapito di chi ha superato la selezione.
In conclusione, l'UDIP rivolge un appello ai colleghi già immessi in ruolo e ai vincitori affinché mostrino solidarietà verso chi condivide il medesimo percorso lavorativo. L'associazione si appella infine al Presidente della Repubblica, quale garante del buon andamento e dell'imparzialità della pubblica amministrazione ai sensi dell'articolo 97 della Costituzione, e sollecita le forze parlamentari, a partire dalla senatrice Bucalo, ad aprire un confronto di merito che riconosca il valore delle graduatorie concorsuali.




