Trasformare gli istituti scolastici in presidi di salute, sicurezza alimentare e formazione ecologica per intere comunità rurali. È l'obiettivo degli interventi realizzati in Tanzania dalla fondazione di partecipazione Terraperta, che ha già coinvolto oltre 10mila studenti attraverso la creazione di orti didattici e l'installazione di pozzi d'acqua potabile alimentati a energia solare.
L'iniziativa punta a contrastare alla radice una delle emergenze sanitarie più gravi del Paese africano: la malnutrizione cronica infantile, che compromette lo sviluppo fisico e cognitivo di migliaia di giovani.
La scuola come centro di sviluppo per le comunità
In Tanzania, Paese a fortissima presenza giovanile dove circa il 27% della popolazione vive sotto la soglia di povertà nazionale, la scuola rappresenta un punto di riferimento capillare. La rete di organizzazioni non governative italiane riunite in Terraperta (tra cui CEFA ETS, No One Out ETS, Amici dei Popoli ETS, Centro Mondialità Sviluppo Reciproco ODV, Missione Calcutta APS ETS e Apurimac ETS) ha scelto gli istituti come snodo centrale per avviare percorsi di educazione alimentare e sostenibilità.
Nel contesto locale, circa il 30% dei bambini sotto i cinque anni soffre di arresto della crescita dovuto a una dieta povera di nutrienti essenziali, aggravata dal fatto che il 40% degli abitanti non dispone di un accesso regolare ad acqua potabile sicura.
«Operiamo nelle scuole perché le consideriamo un luogo privilegiato per il numero di giovani che possiamo raggiungere», ha spiegato Federica Nassini, direttrice di Terraperta, in un'intervista raccolta da Tgcom24. «L'obiettivo è migliorare la condizione di malnutrizione cronica e far apprendere nuove conoscenze sull'agricoltura sostenibile e sulla gestione delle risorse idriche».
Orti didattici e pozzi a energia solare
- Orti scolastici dedicati: spazi in cui gli alunni imparano a coltivare ortaggi ad alto valore nutritivo e apprendono tecniche di coltivazione adatte ai cambiamenti climatici. Il raccolto viene destinato ai pasti degli studenti e le buone pratiche vengono trasferite alle famiglie nei villaggi;
- Pozzi profondi a energia solare: strutture che assicurano fornitura continua di acqua pulita sia a scopo potabile sia per garantire l'igiene negli istituti;
- Frutteti e conservazione: avvio di sperimentazioni con alberi da frutto, come l'avocado, e distribuzione di sacchi ermetici per proteggere e conservare i raccolti nel tempo;
- Formazione e manutenzione: corsi per docenti, studenti e comunità locali per insegnare la gestione sostenibile della risorsa idrica e la manutenzione ordinaria degli impianti.
L'adattamento ai cambiamenti climatici
La sfida alimentare si intreccia strettamente con la vulnerabilità climatica del territorio, dove l'economia locale dipende quasi per intero da un'agricoltura di sussistenza esposta a lunghi periodi di siccità alternati a piogge torrenziali. Attraverso l'insegnamento di tecniche agronomiche adattive e la valorizzazione delle risorse idriche locali, il modello scolastico mira a costruire competenze durature per rafforzare l'autonomia delle nuove generazioni e la resilienza dei villaggi.




