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Scuola

Sei regioni aderiscono al Manifesto per l’inclusione: “La scuola sia aperta e plurale”

03 ottobre 2026 di Vincenzo Schirripa

Emilia‑Romagna, Toscana, Sardegna, Puglia, Umbria e Campania hanno firmato il Manifesto per l’inclusione, un’iniziativa lanciata originariamente a Bologna nell’ottobre 2024 durante il convegno nazionale “Le esperienze di Scuole Aperte”. L’obiettivo è chiaro: rendere la scuola un luogo di crescita per tutti, senza discriminazioni, e chiedere maggiori investimenti per garantire un’educazione realmente inclusiva.

Chi ha firmato il Manifesto

Prima di loro, la firma era stata apposta dagli assessori alla Scuola di Bologna, Roma, Milano e Bergamo.

Cosa prevede il Manifesto

Il documento, consultabile integralmente online, è nato nell’ambito del convegno nazionale dedicato alle esperienze educative extracurricolari.

  1. Inclusività assoluta: le scuole non devono mai escludere o rifiutare alcun alunno, indipendentemente da origine, lingua o background culturale.
  2. Pluralità e relazioni: gli istituti devono favorive la convivenza di culture diverse e promuovere un senso di appartenenza condiviso.
  3. Investimenti concreti: è necessario destinare risorse adeguate per sostenere pratiche inclusive, formazione del personale e adeguamenti strutturali.

Il Manifesto fa anche riferimento al recente decreto che prevede un tetto del 30 % per gli alunni stranieri in classe, sottolineando la necessità di politiche che evitino nuove forme di discriminazione.

Perché è importante per docenti, ATA e famiglie

Per chi vive la scuola quotidianamente, l’adesione di sei regioni rappresenta un segnale di volontà politica concreta. In pratica.

Queste misure possono alleviare la pressione su chi, giorno per giorno, deve gestire classi sempre più eterogenee.

Cosa fare ora

Le amministrazioni regionali hanno invitato le altre regioni e gli enti locali a unirsi al Manifesto. Per chi è interessato a partecipare o a conoscere i dettagli, è possibile consultare il documento originale e le comunicazioni ufficiali sul sito di Italpress.

  1. Verificare se la propria scuola ha avviato progetti di inclusione in linea con i principi del Manifesto.
  2. Partecipare a corsi di formazione o seminari promossi dalle regioni firmatarie.
  3. Segnalare al dirigente di istituto eventuali criticità legate a discriminazioni o mancanza di risorse.

Prospettive future

Gli assessori firmatari hanno espresso la speranza che “altre amministrazioni aderiscano al Manifesto”, creando un movimento nazionale capace di influenzare le politiche educative a livello statale. Se la spinta regionale si tradurrà in iniziative concrete, gli effetti potranno essere percepiti già nel prossimo anno scolastico, con scuole più aperte, più inclusive e meglio attrezzate.

In sintesi, la firma di sei regioni al Manifesto per l’inclusione rappresenta un passo importante verso una scuola che accoglie tutti gli alunni, valorizzando la diversità e garantendo pari opportunità di apprendimento.

Tags: inclusione regioni scuole aperte
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