Un grave episodio ha colpito la comunità scolastica di Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna: durante la notte uno striscione con la scritta “Qui nessun* è stranier*”, collocato all'esterno della scuola dell'infanzia Don Lorenzo Milani, è stato dato alle fiamme e distrutto completamente. Il manufatto era stato realizzato e posizionato su iniziativa diretta di alcuni genitori dei piccoli alunni per ribadire i valori dell'accoglienza e dell'integrazione.

L'atto vandalico e intimidatorio ha suscitato immediata indignazione tra le famiglie, il personale scolastico e le organizzazioni sindacali territoriali, riaccendendo l'attenzione sui rischi legati a episodi di intolleranza che prendono di mira i luoghi educativi.

La ferma presa di posizione di CGIL ed FLC CGIL

A denunciare pubblicamente l'accaduto sono state la CGIL di Bologna e la FLC CGIL Bologna, che attraverso una nota congiunta hanno espresso una durissima condanna verso quanto avvenuto ai cancelli del plesso dedicato a Don Milani.

Secondo quanto riportato nel comunicato della FLC CGIL Bologna.

«Si respira una brutta aria a Casalecchio di Reno. Questa notte uno striscione, “Qui nessun* è stranier*”, realizzato e appeso su iniziativa di alcuni genitori delle scuole dell’infanzia Don Lorenzo Milani, è stato dato alle fiamme e distrutto completamente. Qualcuno vuole portare indietro le lancette della storia nelle nostre città e, peggio ancora, ai cancelli delle nostre scuole. Siamo costretti a pensare che tutto ciò non sia casuale e che sia anche frutto di un clima d’odio diffuso e della retorica del nemico di turno da individuare.»

I rappresentanti sindacali hanno voluto ribadire che la scuola rappresenta il primo presidio democratico e costituzionale sul territorio, sottolineando che ogni tentativo di intimidire chi promuove la solidarietà troverà una risposta ferma da parte della società civile e del mondo del lavoro.

La difesa della scuola come spazio aperto e inclusivo

L'intitolazione della scuola a Don Lorenzo Milani rende l'accaduto ancora più simbolico. La figura del priore di Barbiana, maestro dell'inclusione e dell'uguaglianza delle opportunità educative, rappresenta storicamente l'antitesi di qualsiasi discriminazione o barriera ideologica.

L'iniziativa delle famiglie mirava a valorizzare la scuola dell'infanzia come ambiente sereno, aperto a ogni bambina e bambino senza distinzione di origine o provenienza. La distruzione del cartello manifesta un attacco diretto a questi principi basilari della convivenza civile.

«Constatiamo sempre di più i continui attacchi alla libera circolazione delle idee dentro e fuori le istituzioni e negli spazi della collettività. A chi pensa di intimidire, ricordiamo che anche noi, come sindacato, saremo sempre dalla parte di chi difende la libertà e i diritti di tutte e tutti. Come CGIL ed FLC di Bologna esprimiamo la più ferma condanna a questo episodio. Invitiamo tutta la comunità educante, le istituzioni e i cittadini alla riflessione e alla mobilitazione.»

L'appello alla comunità educante e alle istituzioni

Di fronte a gesti che mirano a creare divisioni e tensioni attorno agli edifici scolastici, la risposta richiesta è quella della coesione. L'invito rivolto ai docenti, al personale scolastico, alle famiglie e agli enti locali è di non arretrare rispetto ai progetti di inclusione e di cittadinanza attiva.

La scuola dell'infanzia è il primo gradino del percorso formativo in cui si costruiscono le relazioni comunitarie e il rispetto reciproco. Episodi come quello verificatosi a Casalecchio di Reno richiamano la necessità di tutelare gli spazi educativi affinché restino luoghi sicuri, liberi da intimidazioni e orientati al pieno sviluppo di ogni studente.