La Flc Cgil alza la voce contro quello che definisce un "filo rosso inquietante" che attraversa il panorama sociale e politico del Paese, minando le fondamenta del sistema di istruzione pubblica. In una nota ufficiale, il sindacato ha espresso forte preoccupazione per il clima di tensione che, a suo avviso, sta colpendo duramente il mondo della scuola, della ricerca e dell'università.

La denuncia della sigla sindacale si concentra su due episodi recenti, giudicati sintomatici di una deriva intollerante. Il primo riguarda l'aggressione avvenuta a Milano, dove uno studente è stato picchiato da un gruppo di dodici attivisti di Blocco Studentesco. Un episodio che il sindacato rifiuta di derubricare a semplice "bravata", leggendolo piuttosto come un segnale di una crescente violenza che preoccupa le istituzioni scolastiche.

Il secondo fatto riguarda la sede nazionale della Flc Cgil a Roma, nel quartiere Trastevere. Nei giorni scorsi, la Polizia Municipale ha effettuato un controllo presso i locali del sindacato, a seguito di una segnalazione riguardante l'esposizione dello striscione "Qui nessuno è straniero". Sebbene le verifiche abbiano confermato la piena regolarità dell'affissione, l'organizzazione sindacale ha interpretato l'intervento come una "spia chiarissima del clima di sospetto e controllo" che si sta cercando di instaurare.

La posizione di Gianna Fracassi

La segretaria generale della Flc Cgil, Gianna Fracassi, ha rispedito al mittente ogni tentativo di pressione: "Se qualcuno pensa di intimidire la scuola pubblica, la ricerca, l'università, le accademie e i conservatori e chi li rappresenta, ha fatto male i suoi calcoli. Scuola, università, ricerca e Afam sono il cuore pulsante di qualsiasi prospettiva di sviluppo e democrazia".

Secondo il sindacato, questa atmosfera pesante si inserisce in un contesto già critico per il personale del comparto, alle prese con stipendi ritenuti inadeguati, precariato cronico e una riduzione drastica delle risorse destinate al settore. La Flc Cgil punta il dito contro quella che definisce una "stretta ideologica" da parte del governo, citando il recente Decreto Scuola come un ulteriore tassello di una linea politica che, a giudizio del sindacato, divide e delegittima chi lavora ogni giorno nelle aule.

La risposta dal mondo della scuola

Nonostante le criticità segnalate, la Flc Cgil sottolinea la risposta arrivata da parte della comunità scolastica. Migliaia di istituti in tutta Italia hanno scelto di esporre lo striscione "Qui nessuno è straniero" alle finestre. Per il sindacato, questo gesto rappresenta un messaggio di civiltà e dignità costituzionale, in netto contrasto con chi, a suo dire, predilige la propaganda rispetto al bene comune.

"Quando si definanzia l'istruzione e si soffoca la libertà di espressione non si sta solo tagliando un bilancio", conclude la nota del sindacato. "Si sta smantellando la democrazia".