Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha emanato a suo tempo il Decreto-Legge 31 maggio 2024, n. 71 (noto come Decreto Scuola), convertito con modificazioni dalla Legge 29 luglio 2024, n. 106, recante le misure urgenti per garantire il regolare avvio dell'anno scolastico. Il testo ufficiale del provvedimento è consultabile sulla Gazzetta Ufficiale e sul portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Le disposizioni in esso contenute trovano piena applicazione anche per l'anno scolastico 2026/2027.
Il provvedimento introduce un pacchetto articolato di novità che spaziano dall'integrazione degli alunni con background migratorio alla riorganizzazione dell'offerta formativa, passando per norme sul contrasto alla dispersione scolastica e sull'uso dei servizi digitali.
Tetto del 30% per gli alunni stranieri: come funziona la soglia
Il nucleo principale del decreto riguarda la gestione delle presenze nelle classi. Viene fissato un tetto massimo del 30 per cento nelle classi prime di scuola primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado per gli studenti stranieri che non possiedono adeguati requisiti linguistici e scolastici.
- Decorrenza: il tetto si applica a partire dall'anno scolastico 2025/2026.
- Esclusioni dal calcolo: non saranno conteggiati nella quota del 30% i ragazzi nati in Italia e coloro che hanno già frequentato con successo almeno due anni di scuola dell'infanzia oppure tre anni complessivi nel sistema nazionale di istruzione.
- Distribuzione territoriale: qualora una scuola registri un superamento della soglia consentita, gli uffici scolastici territoriali avranno il compito di redistribuire le iscrizioni tra gli istituti scolastici vicini, salvaguardando il principio di prossimità alla residenza dello studente.
- Fondi per il potenziamento: per le realtà scolastiche in cui non sarà possibile rispettare il limite stabilito, il decreto stanzia risorse destinate a corsi specifici di lingua italiana: 11,4 milioni di euro per il 2025 e 5,7 milioni di euro per il 2026.
Integrazione e supporto per gli studenti con background migratorio
Il provvedimento si concentra fortemente sull'integrazione degli alunni stranieri, prevedendo l'introduzione di figure di supporto e percorsi mirati per l'apprendimento della lingua italiana.
Nelle classi con una quota di studenti stranieri pari o superiore al 20 per cento che non possiedono un livello di italiano adeguato, è prevista la possibilità di assegnare un docente con specifica formazione per l'insegnamento dell'italiano come seconda lingua (L2), affiancando il consiglio di classe nelle attività di potenziamento didattico.
Inoltre, le istituzioni scolastiche possono promuovere accordi con il territorio per l'attivazione di corsi di lingua italiana pomeridiani e attività di accoglienza per le famiglie, favorendo una reale sinergia tra scuola e comunità locali.
La riforma della filiera tecnologico-professionale e il contrasto alla dispersione
Sul fronte degli indirizzi di studio e dei percorsi didattici.
- Filiera tecnologico-professionale: viene introdotto il modello formativo "4+2", che consente di conseguire il diploma in quattro anni negli istituti tecnici e professionali, per poi accedere direttamente ai corsi degli ITS Academy o all'università.
- Integrazione e sostegno: per garantire una scuola più inclusiva, vengono introdotte misure specifiche per il potenziamento del sostegno didattico agli alunni con disabilità e percorsi di specializzazione per i docenti.
- Dispersione e digitale: vengono definite ulteriori misure mirate al contrasto dell'abbandono scolastico, al potenziamento dei servizi digitali e alla prevenzione dei fenomeni di cyberbullismo tra gli studenti.
L'applicazione delle norme e il quadro normativo
Dopo il vaglio del Colle e l'esame in Parlamento, il disegno di legge di conversione è stato definitivamente approvato nei tempi costituzionali. Le istituzioni scolastiche continuano a monitorare l'applicazione delle norme e le relative circolari ministeriali per garantire la corretta attuazione di tutte le novità introdotte nell'ordinamento scolastico.
Foto di copertina: Raimond Spekking — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Fonte: il Giornale




