Il programma Erasmus+ non è più una prerogativa esclusiva di studenti e docenti. La partecipazione del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) alle azioni di mobilità europea rappresenta una leva strategica per l'innovazione degli istituti, in linea con quanto previsto dal programma 2021-2027.

L'iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di internazionalizzazione degli istituti, puntando a potenziare non solo le competenze linguistiche, ma soprattutto quelle gestionali, amministrative e digitali. Partecipare a un periodo di mobilità significa per il personale ATA confrontarsi con modelli organizzativi di altri Paesi europei, portando in Italia nuove prassi e un approccio innovativo alla gestione dei servizi scolastici.

Cosa prevede la mobilità per il personale ATA

La mobilità del personale non docente si articola principalmente attraverso periodi di formazione in servizio, disciplinati dalle disposizioni contenute nella Guida al Programma Erasmus+ 2026, che definisce i criteri di ammissibilità per le azioni di mobilità (Azione Chiave 1 - KA1).

  • Job shadowing: un periodo di affiancamento presso un istituto o un ente partner all'estero, per osservare da vicino come vengono gestiti i processi amministrativi e digitali.
  • Corsi strutturati: partecipazione a momenti formativi specifici, volti ad acquisire competenze tecniche su software di gestione, digitalizzazione dei processi scolastici o nuove metodologie di accoglienza e inclusione.

L'obiettivo è quello di valorizzare il personale ATA come pilastro della scuola moderna, garantendo che anche chi opera negli uffici di segreteria o nei laboratori possa beneficiare dello scambio culturale e professionale garantito dal programma europeo.

Come partecipare: il ruolo dell'Istituto

È importante ricordare che la candidatura non avviene su base individuale, ma è vincolata alla partecipazione dell'istituto scolastico. La mobilità del personale ATA è subordinata all'accreditamento Erasmus+ (KA120) dell'Istituto, oppure alla partecipazione a progetti di mobilità a breve termine (KA122). Le scuole che hanno ottenuto l'accreditamento possono includere il personale ATA nei propri piani di mobilità annuali. Se il proprio istituto non ha ancora avviato un percorso di accreditamento, è fondamentale confrontarsi con il team di progetto interno o con il Dirigente Scolastico per verificare la possibilità di inserire attività dedicate al personale non docente nei prossimi bandi.

Per chi desidera approfondire le competenze necessarie a gestire al meglio le procedure amministrative e l'innovazione digitale, può essere utile valutare percorsi di aggiornamento professionale mirati: a tal proposito, è possibile consultare i corsi di formazione per il personale ATA, che offrono un supporto concreto per restare aggiornati sulle evoluzioni del settore.

Risorse e scadenze

L'Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire pubblica periodicamente avvisi e scadenze specifiche per la presentazione dei progetti di mobilità. È fondamentale monitorare costantemente il sito ufficiale Erasmus+ per restare aggiornati sui termini di presentazione delle candidature e sulle risorse disponibili. Ogni istituto ha infatti la responsabilità di pianificare la mobilità del proprio personale in coerenza con il Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF) e con gli obiettivi di sviluppo europeo definiti a livello di rete scolastica.

Il potenziamento delle competenze del personale ATA non rappresenta solo un'opportunità di crescita individuale, ma un investimento diretto sulla qualità del servizio scolastico offerto alle famiglie e agli studenti.

Il riferimento normativo: sito ufficiale erasmusplus.it.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito erasmusplus.it.