Nessun problema istituzionale e un confronto costante e costruttivo. A intervenire direttamente sul decreto scuola è il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che a margine della sua visita alle scuole Faes di Milano ha fatto il punto sullo stato del provvedimento e sulle recenti discussioni emerse nel dibattito pubblico.
Le interlocuzioni istituzionali, ha spiegato il titolare del dicastero di Viale Trastevere, si sono svolte in un clima giudicato «molto positivo», sgomberando il campo da qualsiasi tensione con la presidenza della Repubblica.
Le modifiche al testo e la risposta alle polemiche
Nel corso del suo intervento, Valditara ha voluto ridimensionare le notizie circolate nei giorni scorsi sui mezzi d'informazione, parlando apertamente di «ricostruzioni molto fantasiose» apparse sui giornali. Secondo quanto chiarito dal ministro, le modifiche apportate al testo nel corso dell'iter sono state oggettivamente marginali, confermando l'impianto originario del provvedimento.
«È un testo molto equilibrato che favorisce l'integrazione, l'abbiamo detto da subito, e che vuole contrastare le classi ghetto», ha sottolineato l'esponente del governo, ribadendo la direzione politica e sociale scelta per l'intervento normativo.
L'obiettivo: evitare divisioni scolastiche
Il ministro ha poi insistito sulla ratio principale che ha ispirato il provvedimento, legata alla coesione sociale e alla parità di accesso all'offerta formativa all'interno degli istituti scolastici italiani.
«Vogliamo evitare che ci sia l'Alabama degli anni '50, dove c'erano le scuole per i neri e le scuole per i bianchi», ha aggiunto Valditara, tracciando un paragone netto per marciare con decisione contro ogni forma di isolamento o di stratificazione su base sociale o territoriale all'interno del sistema scolastico.
Foto di copertina: Ministero dell’Istruzione — CC BY 3.0 it, via Wikimedia Commons




