A due settimane dall'avvio ufficiale delle lezioni in gran parte del territorio nazionale, il sistema scolastico deve fare i conti con un numero significativo di cattedre ancora scoperte. Secondo i dati diffusi dalla FLC CGIL, sono oltre 40.000 i posti di sostegno attualmente coperti da personale precario con contratti a tempo determinato.
Questo dato, riferito alla situazione aggiornata al 28 settembre 2026, riporta al centro del dibattito politico e sindacale la questione della continuità didattica, un elemento fondamentale per garantire il diritto allo studio e un percorso educativo efficace agli alunni con disabilità. Per consultare il dettaglio dei dati nazionali e i bollettini ufficiali relativi alle nomine, è possibile fare riferimento al portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM), mentre per le specifiche situazioni territoriali e le graduatorie aggiornate si consiglia di consultare i siti istituzionali dei singoli Uffici Scolastici Regionali (USR).
Il nodo della continuità didattica
La presenza di un elevato numero di docenti supplenti su posti di sostegno comporta, inevitabilmente, una frammentazione del percorso formativo. La continuità didattica, che dovrebbe essere garantita per favorire l'integrazione e il successo scolastico degli studenti, risulta spesso compromessa dall'avvicendamento dei docenti, che non sempre riescono a instaurare un rapporto stabile e duraturo con gli alunni.
Le sigle sindacali evidenziano come la dipendenza dal precariato per coprire le cattedre di sostegno non sia soltanto una criticità organizzativa, ma un vero e proprio limite alla qualità del servizio pubblico. La richiesta che emerge dal mondo sindacale è quella di politiche di reclutamento più strutturali, capaci di stabilizzare il personale docente e di assicurare, fin dal primo giorno di scuola, la presenza di insegnanti specializzati che conoscano i bisogni educativi dei propri studenti.
La situazione nelle scuole
Sebbene l'anno scolastico sia entrato nel vivo, molte istituzioni scolastiche si trovano ancora in una fase di assestamento. La gestione delle supplenze, che rappresenta una delle sfide più complesse per gli Uffici Scolastici Territoriali, continua a pesare sull'organizzazione quotidiana delle lezioni. Il dato di 40.000 cattedre vacanti su sostegno è indicativo di una carenza di organico di diritto o di una distribuzione che non riesce ancora a rispondere efficacemente alla domanda crescente di inclusione nelle aule.
Per le famiglie e per il personale scolastico, l'auspicio è che le prossime settimane possano portare a una stabilizzazione dei contratti, riducendo il ricorso a nomine temporanee e permettendo così di consolidare i team di lavoro all'interno delle classi.
La questione, come riportato nel monitoraggio sindacale, rimane una priorità per la tutela del diritto all'inclusione, un pilastro su cui si fonda la scuola pubblica italiana.




