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Scuola

Castel del Giudice, la scuola riparte con un solo alunno tra i banchi

27 settembre 2026 di Vincenzo Schirripa

Nel cuore dell'Appennino molisano, il diritto all'istruzione si manifesta nella sua forma più essenziale e simbolica. A Castel del Giudice, piccolo comune in provincia di Isernia, l'anno scolastico 2026/2027 ha preso il via con una particolarità che racconta la tenacia delle comunità locali: la presenza di un alunno nella scuola primaria, dato riportato dalla cronaca locale.

La notizia, riportata dalla testata Rai Molise, descrive una realtà dove la scuola non è soltanto un luogo di apprendimento, ma un vero e proprio presidio territoriale. Mantenere aperta una classe con un numero così ridotto di studenti rappresenta una sfida logistica e amministrativa, ma soprattutto una scelta di civiltà per garantire che anche i centri più isolati non vengano privati di un servizio fondamentale.

La scuola come presidio nelle aree interne

La vicenda di Castel del Giudice si inserisce nel più ampio dibattito nazionale sul futuro delle cosiddette "scuole di montagna" o "piccole scuole". In contesti dove lo spopolamento e la riduzione demografica mettono a rischio la sopravvivenza dei servizi pubblici, la capacità di garantire la continuità didattica diventa un segnale di resistenza.

Nonostante i numeri esigui, l'istituzione scolastica continua a operare, offrendo al singolo studente un percorso educativo che, pur nella solitudine di un'aula, non rinuncia alla qualità e alla relazione educativa con il docente. È una forma di attenzione personalizzata che, seppur dettata da contingenze numeriche, mette in luce l'impegno costante del personale scolastico nel rispondere alle esigenze dei territori più fragili. Per monitorare le direttive ministeriali e le procedure specifiche per la didattica nelle zone montane, è possibile consultare il portale dell'Ufficio Scolastico Regionale per il Molise.

Un impegno condiviso

La ripartenza delle lezioni in questo piccolo centro molisano è il frutto di una sinergia che coinvolge le istituzioni locali e l'amministrazione scolastica, impegnate a tutelare il diritto allo studio sancito dalla Costituzione. In un'epoca segnata spesso dalla razionalizzazione delle risorse, vedere una scuola che apre regolarmente le porte il 27 settembre è una testimonianza di quanto il legame tra territorio e istituzione scolastica sia ancora profondo. Per ulteriori approfondimenti sulle dinamiche del sistema scolastico e per orientarsi tra le norme vigenti.

Questa storia, pur nella sua semplicità, ricorda che la scuola rimane il pilastro attorno al quale si costruisce il futuro delle comunità montane, indipendentemente dal numero di presenze. La campanella che suona a Castel del Giudice è, in questo senso, un segnale di vitalità che va ben oltre il singolo studente, rappresentando la volontà di non arrendersi all'isolamento.

Tags: cronaca molise scuole di montagna
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