La struttura nazionale di settore della dirigenza scolastica della FLC CGIL ha espresso forte dissenso rispetto alle recenti dichiarazioni della Presidente del Consiglio che avrebbero introdotto un tetto massimo per la presenza di alunni stranieri nelle classi. Secondo la CGIL, il limite già in vigore da oltre un decennio non dovrebbe essere modificato, in quanto la scuola pubblica deve rimanere un presidio di uguaglianza e inclusione.

Il limite già in vigore

Secondo la dichiarazione della CGIL, la soglia per gli alunni stranieri nelle classi è stata già stabilita e mantenuta per più di dieci anni. Non vi è alcun nuovo provvedimento che la modifica o la ridimensioni. La struttura nazionale di settore ribadisce che la scuola pubblica, in linea con la Costituzione, non può essere trasformata in un campo di scontro ideologico.

Principi di inclusione e non discriminazione

La CGIL sottolinea che le comunità educanti devono garantire il diritto allo studio a tutti gli alunni, indipendentemente dalla loro origine. “Imparare la lingua italiana significa comprendere meglio”, afferma l’ente, facendo valere che la scuola deve basarsi sui bisogni educativi reali e sull’inclusione, non su percentuali o “gabbie etniche”.

Il movimento si oppone fermamente a qualsiasi logica discriminatoria e invita invece a investimenti concreti: salari dignitosi per il personale, edifici scolastici vivibili e sicuri, riduzione del numero di alunni per classe, stabilizzazione degli organici e ampliamento del tempo pieno.

Reazioni e prospettive

La posizione della CGIL è chiara: il tentativo di imporre un tetto massimo potrebbe “scaricare sulle spalle dei dirigenti scolastici, del personale e delle famiglie le conseguenze organizzative e sociali di una scelta inapplicabile”. Secondo la struttura nazionale di settore, le scuole devono continuare a funzionare come presidi democratici di uguaglianza, dove la pluralità e le differenze sono la base di una comunità solida.

Il dibattito politico rischia di trasformarsi in proclami propagandistici, ma la realtà quotidiana delle scuole è di fronte a sfide concrete. La CGIL invita quindi a un dialogo costruttivo, basato sul rispetto dei principi costituzionali e sull’impegno per un’educazione inclusiva.

Per ulteriori dettagli sulla posizione della CGIL, consultare la dichiarazione pubblicata sul sito ufficiale dell’ente: fonte.