Per affrontare al meglio l'anno scolastico e sviluppare un metodo di studio solido non servono ricette complesse, ma abitudini concrete da applicare tutti i giorni. A indicarle agli studenti è il docente e divulgatore Vincenzo Schettini che, in un'intervista rilasciata all'agenzia ANSA, ha sintetizzato in tre suggerimenti di base le regole fondamentali per organizzare lo studio con autonomia e spirito critico.

Il prof noto sul web, in occasione dell'uscita del suo nuovo libro "La scuola che verrà. Riflessioni nell'era del cambiamento" (edito da Mondadori Electa), ha evidenziato come il successo scolastico dipenda prima di tutto dalla gestione del tempo e dall'impegno personale in aula, mettendo al tempo stesso in guardia i ragazzi dai rischi delle scorciatoie tecnologiche.

1. Massima attenzione in classe e organizzazione anticipata

Il primo pilastro indicato da Schettini riguarda la gestione del lavoro scolastico quotidiano, un fattore che il docente fa risalire alla propria esperienza diretta di studente impegnato contemporaneamente nei percorsi del liceo e del conservatorio.

  • Lavoro in aula: stare estremamente attenti durante le ore di lezione consente di svolgere direttamente a scuola già metà del lavoro complessivo richiesto per l'apprendimento;
  • Programmazione dello studio: organizzare per tempo compiti e verifiche, senza rinviare, provando anche a candidarsi volontari per le interrogazioni per gestire lo studio in modo proattivo e senza accumulare arretrati.

2. Il diario di carta batte il registro elettronico

Il secondo consiglio riguarda lo strumento con cui gli studenti appuntano i propri impegni. Nonostante la capillare diffusione del registro elettronico in tutti gli istituti, Schettini invita caldamente i ragazzi a riscoprire e utilizzare il diario cartaceo.

Annotare manualmente le consegne e i compiti a casa stimola il cervello e la memorizzazione già nel momento stesso della scrittura. Inoltre, abattenant la dipendenza dal registro elettronico, evita che i ragazzi rimangano in attesa che i docenti inseriscano i compiti online — passaggio che talvolta avviene in ritardo, generando confusione. Compilare il proprio diario di pugno restituisce allo studente una reale autonomia organizzativa.

3. No alle scorciatoie dell'intelligenza artificiale

La terza indicazione riguarda l'impatto delle nuove tecnologie nello studio personale. Schettini boccia l'uso dell'intelligenza artificiale per lo svolgimento di compiti, temi o ricerche scolastiche, definendola una vera e propria «sirena che canta» ma che nel tempo rischia di rivelarsi un inganno.

  • Rende gli studenti progressivamente meno capaci di elaborare un pensiero autonomo e personalizzato;
  • Riduce l'attitudine alla ricerca diretta delle informazioni e alla costruzione strutturata dei concetti;
  • Impedisce di sviluppare lo spirito critico indispensabile per il futuro personale e professionale.

Come sottolineato dal docente, utilizzare l'IA come scorciatoia per avere contenuti pronti e digeriti al posto proprio presenterà un conto salato attorno ai vent'anni, quando nel mondo universitario e lavorativo sarà richiesto di saper scrivere un progetto, redigere una comunicazione professionale o dimostrare competenze e idee proprie e non delegate a un algoritmo.

Foto di copertina: Mg5150 — CC0, via Wikimedia Commons