La comunità del liceo Iess di Reggio Emilia è in lutto per la scomparsa improvvisa di Roberto Gialdini, docente di matematica di 36 anni, stroncato giovedì 24 settembre da un'emorragia cerebrale dopo dieci giorni di ricovero all'ospedale di Baggiovara. Venerdì 25 settembre le lezioni sono state sospese per permettere a studenti, ex alunni, famiglie e colleghi di riunirsi in un abbraccio corale attorno alla famiglia e alla scuola.

Un malore improvviso alla vigilia dell'anno scolastico

La tragedia ha colpito senza preavviso. Domenica 13 settembre, proprio alla vigilia della prima campanella, una malformazione congenita al cervello — di cui Gialdini non sapeva nulla — ha ceduto, portandolo al ricovero d'urgenza. «Lui non sapeva assolutamente niente di questa sua malformazione, che per anni ha serpeggiato dentro di lui senza dare alcun sintomo», ha raccontato il dirigente scolastico Ugo Barilli. Il docente è rimasto in condizioni critiche fino al decesso, giunto giovedì sera.

La scuola si ferma: oltre duecento ragazzi per l'ultimo saluto

Venerdì mattina l'istituto ha sospeso le attività didattiche. Una decisione assunta per dare spazio al dolore e alla gratitudine. Oltre duecento persone — studenti attuali ed ex allievi arrivati anche da altre città — si sono radunate negli spazi della scuola per rendere omaggio al professore. «Abbiamo voluto omaggiare Roberto con alcuni interventi commemorativi. Il fratello di Roberto ha fatto piangere tutti i nostri cuori», ha riferito il preside Barilli.

«Un punto di riferimento per ragazzi e colleghi»

Il vuoto lasciato da Gialdini è descritto come incolmabile da chi gli ha lavorato accanto. Il collega e amico Francesco Lenzini lo ricorda con parole intense: «Ho capito quello che ha provato Achille quando gli hanno riportato il corpo esanime di Patroclo. Roberto era una persona generosa, con un animo buono e puro. Era un docente straordinariamente preparato e capace. Aveva tutte quelle qualità che rendono un insegnante un grande insegnante».

Lavorava all'Iess dal 2021. Il dirigente Barilli ne sottolinea il metodo: «Era un docente molto amato dai giovani, capace di sviluppare le piene potenzialità dei suoi alunni, senza dare troppo peso al voto numerico. Era un vero e proprio punto di riferimento». Lenzini aggiunge: «Eravamo amici oltre che colleghi. Era un uomo capace di esprimere le proprie emozioni con un'intensità straordinaria, eravamo diversi ma complementari. Tutti noi, oggi, perdiamo qualcosa».

I funerali lunedì a Sant'Anselmo

Le esequie si terranno lunedì 28 settembre nella chiesa di Sant'Anselmo a Reggio Emilia. Al termine della cerimonia, il feretro sarà accompagnato a Marmirolo (Mantova), paese d'origine della madre del professor Gialdini, per la sepoltura.

La notizia è stata riportata dal Resto del Carlino edizione di Reggio Emilia.