Non più solo spettatori passivi, ma veri e propri punti di riferimento per i compagni. All'Istituto Romagnosi di Piacenza, un gruppo di studenti ha concluso un percorso di formazione mirato a trasformarli in “peer mediator”, ovvero mediatori tra pari, pronti a intervenire per disinnescare i conflitti quotidiani e intercettare precocemente i segnali di disagio psicologico e bullismo.

L’iniziativa si inserisce in un contesto scolastico sempre più attento alle dinamiche relazionali tra i ragazzi. L'obiettivo non è quello di sostituire il corpo docente o le figure professionali di supporto, ma di creare una rete di ascolto più capillare e immediata. Gli studenti, grazie al percorso formativo ricevuto, hanno acquisito strumenti pratici per riconoscere le dinamiche di prevaricazione che possono nascere tra i banchi e per agire come facilitatori nel dialogo tra le parti coinvolte in un litigio o in una situazione di tensione.

Il ruolo della mediazione tra pari

La peer mediation si basa sull'idea che, in molte situazioni, i ragazzi si sentano più a loro agio a confidarsi con un coetaneo che con un adulto. Il mediatore, in questo caso, non agisce come un giudice né come un delatore, ma come un terzo imparziale che aiuta i compagni a trovare autonomamente una soluzione al conflitto, promuovendo una cultura della convivenza basata sul rispetto reciproco e sull'empatia.

Intercettare il bullismo nelle sue fasi iniziali è fondamentale per evitare che le situazioni degenerino. Spesso, infatti, i fenomeni di isolamento o di aggressione verbale rimangono sommersi perché la vittima teme ripercussioni o non sa a chi rivolgersi. La presenza di “sentinelle” tra gli studenti permette di accorciare questa distanza, offrendo un primo presidio di ascolto che può attivare, quando necessario, l’intervento dei docenti o degli specialisti della scuola.

Un progetto per la comunità scolastica

Il progetto è stato formalizzato attraverso la circolare pubblicata sul sito ufficiale dell'Istituto, che ne definisce finalità e protocolli di attuazione. Per facilitare l'accesso al servizio, è stato attivato uno sportello dedicato: studenti e famiglie possono richiedere l’intervento dei mediatori tramite l’apposito modulo di segnalazione disponibile nell'area riservata del portale scolastico o rivolgendosi direttamente ai docenti referenti del progetto.

La formazione dei ragazzi non si è limitata alla teoria: sono state simulate situazioni reali, analizzate le dinamiche di gruppo e approfondite le tecniche di comunicazione non violenta. Si tratta di un investimento che punta a responsabilizzare i giovani, rendendoli protagonisti attivi della vita scolastica e della creazione di un ambiente in cui nessuno debba sentirsi escluso o minacciato.

Il percorso, concluso in questi giorni, segna un punto di partenza per l'integrazione di queste figure nel tessuto dell'istituto. I mediatori sono pronti a mettere in pratica quanto appreso durante gli incontri formativi, confermando come la scuola possa essere un laboratorio di cittadinanza attiva e di prevenzione sociale.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito pc.istruzioneer.gov.it.