La campanella è suonata, ma per Mario, volto noto della scuola primaria "Collodi" di Ancona, il ritorno tra i corridoi ha un sapore del tutto nuovo. A pochi mesi dal suo pensionamento, l'ex collaboratore scolastico ha varcato nuovamente la soglia dell'istituto, non più per occuparsi della gestione degli spazi o della sorveglianza, ma per mettersi al servizio degli alunni più piccoli attraverso la magia delle fiabe.
Il progetto nasce in modo spontaneo, su esplicita richiesta delle maestre che, conoscendo la dedizione e il legame costruito negli anni con la comunità scolastica, hanno voluto coinvolgerlo in un'iniziativa di promozione della lettura. Il laboratorio, avviato proprio oggi, giovedì 24 settembre 2026, vedrà Mario impegnato a cadenza regolare all'interno delle classi prime della scuola.
Un ponte tra generazioni
L'attività prevede che l'ex collaboratore scolastico dedichi due mattine a settimana al racconto ad alta voce. Una scelta pedagogica, quella delle insegnanti, che mira a valorizzare il tempo della narrazione come momento di aggregazione e crescita emotiva per i bambini che hanno appena iniziato il loro percorso nel primo ciclo di istruzione.
Come riportato dal Corriere Adriatico, che ha dato notizia dell'iniziativa, la presenza di Mario non è stata percepita dai piccoli come quella di un estraneo, ma come il ritorno di una figura familiare che ha saputo trasformare la propria esperienza lavorativa in una risorsa preziosa per la didattica. Non si tratta di un incarico formale o di un progetto ministeriale strutturato, ma di un esempio virtuoso di collaborazione tra scuola e territorio, capace di mantenere vivo il legame tra il personale che ha fatto la storia dell'istituto e le nuove generazioni di studenti.
Per i bambini delle classi prime, l'incontro con Mario rappresenta un'occasione speciale: ascoltare storie raccontate da chi, fino a poco tempo fa, si prendeva cura quotidianamente dell'ambiente in cui ora imparano a leggere e scrivere. Un gesto semplice, nato dalla volontà di restare parte integrante di quella che, per anni, è stata la sua "seconda casa".



