La richiesta congiunta della famiglia e del dirigente scolastico non basta per garantire a un docente precario di sostegno la permanenza sulla stessa cattedra: all'avvio di questo anno scolastico sono circa 15mila le mancate conferme registrate dalle prime verifiche ministeriali. A bloccare la continuità didattica sono stati soprattutto il vincolo tecnico della cosiddetta nominabilità, l'ordine di graduatoria e il consistente afflusso di nuovi insegnanti specializzati nelle prime fasce.
Il tema dell'assegnazione dei docenti agli oltre 400mila alunni con disabilità certificata continua a muoversi su un equilibrio complesso tra la tutela educativa degli studenti e il rispetto dei diritti di graduatoria del personale scolastico.
I numeri della misura: conferme in crescita e richieste respinte
I dati complessivi illustrati in Parlamento dal ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, indicano che la procedura della conferma ha raggiunto quota 55.814 cattedre assegnate nel bollettino iniziale, con un incremento di 9.520 unità rispetto alle 46.294 registrate l'anno precedente.
Parallelamente all'aumento delle conferme andate a buon fine, si è tuttavia allargata la platea delle istanze che non hanno trovato accoglimento. Nel corso del dibattito parlamentare, il deputato Davide Faraone ha segnalato circa 19mila studenti rimasti senza la conferma del proprio insegnante (in salita rispetto ai 14mila dell'anno scolastico 2025/2026). Dalle prime rilevazioni condotte presso il Ministero dell'Istruzione e del Merito, il dato effettivo delle conferme non perfezionate si attesta attorno a 15mila casi.
L'ostacolo della «nominabilità»: come funziona il controllo
Il fattore principale che impedisce la prosecuzione del rapporto didattico, anche in presenza dell'accordo formale tra istituto, genitori e insegnante, risiede nel meccanismo della nominabilità. La procedura ministeriale impone infatti agli Uffici scolastici territoriali un controllo preliminare prima di autorizzare la conferma entro il termine del 31 agosto.
Attraverso la piattaforma telematica, l'amministrazione simula un turno virtuale di supplenze per verificare se il docente richiedente avrebbe effettivamente maturato il diritto a una nomina nella specifica provincia. Se la posizione in graduatoria non consente all'aspirante di raggiungere la cattedra durante la simulazione, la conferma decade automaticamente per tutelare i colleghi che precedono con maggior punteggio o titolo di accesso.
L'impatto dei 30mila nuovi specializzati
Nel corso delle ultime assegnazioni, la simulazione della nominabilità è stata condizionata in modo determinante dall'ingresso nelle graduatorie di prima fascia di circa 30mila nuovi docenti specializzati formati nell'arco di un biennio. Questo incremento è il risultato dell'apertura dei percorsi universitari tradizionali (TFA) affiancati dai corsi formativi gestiti da Indire per i docenti con almeno tre anni di servizio sul sostegno.
- Slittamento della seconda fascia: i precari non abilitati o non specializzati inseriti in seconda fascia, pur avendo prestato servizio sullo stesso alunno l'anno precedente, sono stati superati nella simulazione da docenti collocati utilmente in prima fascia.
- Assunzioni a tempo indeterminato: molte cattedre disponibili nelle singole sedi sono state assorbite dalle immissioni in ruolo dei docenti specializzati (che all'ultimo concorso hanno registrato esiti positivi significativi, compresi i docenti provenienti dal canale Indire con un tasso di superamento del 10% superiore rispetto al percorso ordinario).
- Minore disponibilità di posti liberi: una volta coperte le cattedre con le nomine in ruolo, le disponibilità residue per la continuità si sono ridotte.
Gli altri vincoli: sedi, contratti e preferenze
Oltre alla presenza di aventi diritto con punteggio più alto, il percorso verso la conferma può interrompersi a causa di variazioni logistiche o errori nella compilazione della domanda.
- Trasferimento dell'alunno: lo spostamento dell'allievo in un altro istituto o la variazione del quadro orario assegnato alla scuola fa decadere la cattedra di riferimento.
- Mancata corrispondenza del contratto: se il supplente ha indicato nella domanda di voler accettare unicamente spezzoni o contratti annuali al 31 agosto, la disponibilità di una cattedra al 30 giugno (o viceversa) rende incompatibile la conferma.
- Esubero di richieste rispetto ai posti: nei casi in cui le richieste di conferma all'interno di una scuola superano il numero di posti rimasti disponibili nell'organico di fatto, i docenti con punteggio più basso restano esclusi.
Le maggiori difficoltà nella copertura e nella tenuta della continuità si concentrano in particolare nella scuola primaria e negli istituti delle regioni settentrionali, dove la discrepanza tra il fabbisogno reale di cattedre e il numero di docenti specializzati disponibili sul territorio continua a rappresentare uno snodo critico dell'organizzazione scolastica.



