La Scuola media superiore italiana di Rovigno, in Istria, ha celebrato ufficialmente l’intitolazione del proprio istituto allo storico preside Antonio Borme, figura cardine per l'istruzione e la tutela dell’identità della Comunità Nazionale Italiana (CNI). La cerimonia solenne si è svolta in concomitanza con le celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della fondazione del Liceo-Ginnasio, istituito nel settembre del 1945.
L’intitolazione, deliberata ufficialmente il 12 marzo scorso, rappresenta il coronamento di un percorso durato anni e fortemente voluto dalla comunità scolastica locale, volto a riconoscere il valore pedagogico, civile e culturale di un uomo che ha dedicato l'intera esistenza alla salvaguardia della lingua e della cultura italiana in queste terre.
Chi era Antonio Borme: una vita per la scuola e la cultura italiana
Preside, pedagogista, docente e autore di numerosi manuali scolastici, Antonio Borme è stato uno dei massimi promotori della formazione dei docenti di lingua italiana in Istria e a Fiume. Nel maggio del 1945 ricevette il delicato compito di organizzare e dirigere il nuovo Liceo-Ginnasio di Rovigno, che aprì ufficialmente i battenti nel settembre dello stesso anno scolastico.
Borme ha guidato l'istituto ininterrottamente fino al suo pensionamento, avvenuto nel 1979. Sotto la sua direzione, la scuola ha attraversato oltre tre decenni di profondi mutamenti storici, sociali e politici, consolidandosi come un punto di riferimento insostituibile per la minoranza autoctona italiana. Oltre all'impegno strettamente didattico, Borme è stato un attivo dirigente delle istituzioni della Comunità Nazionale Italiana e un protagonista della vita pubblica locale.
La cerimonia solenne e la scopertura della targa
La cerimonia di intitolazione ha visto la partecipazione di numerose autorità politiche, esponenti della CNI, rappresentanti dell'Università popolare di Trieste, oltre a docenti, ex docenti, studenti, ex studenti e semplici cittadini. A scoprire la targa commemorativa sono stati i figli di Borme, Giuseppe e Miriam, in un momento di profonda commozione collettiva.
Durante l'evento, la preside dell’istituto, Ines Venier, ha evidenziato come questo traguardo sia stato raggiunto grazie al lavoro sinergico e alla determinazione dei diversi comitati scolastici che si sono succeduti nel tempo. Di particolare rilievo è stato il contributo dello storico Giovanni Radossi, presidente onorario dell’Unione Italiana e direttore emerito del Centro di ricerche storiche di Rovigno. Radossi, che di Borme è stato alunno, collega e amico personale, ne ha tratteggiato il profilo umano e professionale, ricordandone la fermezza morale e la lungimiranza educativa.
"La scuola non deve essere soltanto un luogo di istruzione, ma uno spazio di formazione della persona, di trasmissione della cultura e di assunzione di responsabilità verso la propria comunità."
Questo messaggio, che riassume la visione pedagogica di Borme, è stato il filo conduttore dell'intera giornata, arricchita da letture bilingui tratte dai suoi scritti, dalla recitazione in latino dell'Ode III, 30 di Orazio e da momenti musicali curati dagli studenti Nicole Maria Kučinić al pianoforte e Giovanni Uggeri alla chitarra.
Il riconoscimento della Città di Rovigno e la mostra storica
In occasione dell’ottantesimo anniversario della fondazione della scuola, la Città di Rovigno ha voluto conferire all'istituto il prestigioso Riconoscimento del Sindaco. L'onorificenza è stata consegnata dal sindaco Emil Nimčević, affiancato dalla vicesindaca Gianfranca Suran, nelle mani della preside Ines Venier, come segno di gratitudine per il ruolo sociale e formativo svolto dalla scuola in otto decenni di attività.
A margine della cerimonia è stata inaugurata la mostra storica intitolata "Non scholae sed vitae discimus" (Non per la scuola, ma per la vita impariamo). L'esposizione propone un viaggio documentario e fotografico nella storia dell'istruzione in lingua italiana a Rovigno, partendo dalle radici antecedenti al 1945 per arrivare fino ai giorni nostri. Un intero piano dell'esposizione è stato dedicato specificamente alla figura e all'opera di Antonio Borme, con documenti inediti e testimonianze d'archivio che ne ripercorrono la straordinaria carriera scolastica.
Per maggiori dettagli sulla cronaca dell'evento e sulle testimonianze storiche presentate durante la cerimonia, è possibile consultare l'approfondimento pubblicato su Il Piccolo.