Il suono della prima campanella di settembre porta con sé un'emozione unica per chiunque viva il mondo della scuola, ma per Tina Gesmundo il rientro di quest'anno ha avuto un sapore decisamente speciale. La dirigente scolastica del liceo scientifico "Gaetano Salvemini" di Bari ha vissuto giovedì 17 settembre quello che lei stessa ha definito il suo «ultimo primo giorno di scuola», segnando la conclusione di un percorso professionale lungo quasi 43 anni.
Un traguardo maturato attraverso due decenni alla guida dell'istituto barese e precedeuto da oltre vent'anni di insegnamento vissuti in prima linea tra i banchi di scuola.
Ventitré anni in cattedra e venti in presidenza
La storia di Tina Gesmundo nella scuola pubblica italiana si articola in due fasi distinte e complementari: 23 anni dedicati alla docenza, durante i quali è stata tra l'altro professoressa di lettere al liceo classico "Orazio Flacco" di Bari, e 20 anni trascorsi nel ruolo di dirigente scolastica.
A confidare le riflessioni di questo passaggio è stata la stessa preside attraverso un messaggio affidato ai propri canali social.
«Un'intera vita scandita dal suono di quella stessa campanella, dal profumo dei quaderni nuovi e dal brusio di mille generazioni che si incrociano nei corridoi. Oggi, però, l'aria ha un sapore diverso: è il mio ultimo primo giorno di scuola».
Un cammino che l'ha portata a vivere l'istituzione scolastica da due punti d'osservazione differenti. Se l'attività di docente le ha permesso di lavorare direttamente sulle singole menti per accendere la passione per lo studio lezione dopo lezione, l'esperienza alla guida dell'istituto le ha mostrato una visione d'insieme più complessa e articolata.
La scuola come ecosistema e porto sicuro
Nel suo bilancio umano e professionale, la dirigente ha sottolineato come la presidenza richieda la capacità di coordinare ogni singola componente della comunità scolastica. La tutela del diritto al futuro dei ragazzi passa infatti per un lavoro collettivo e armonico che coinvolge quotidianamente non solo i docenti, ma anche tutto il personale ATA.
«Da preside, la visuale si è allargata — ha spiegato la professoressa Gesmundo —: ho imparato a guardare la scuola come un ecosistema fragile e bellissimo dove ogni ingranaggio deve muoversi all'unisono per proteggere il diritto al futuro di questi giovani. La presidenza ti insegna la solitudine delle scelte importanti, ma ti regala anche la gioia impagabile di vedere una scuola trasformarsi in una comunità d'accoglienza, in un porto sicuro».
Una leadership schietta e fuori dagli schemi
Nel corso della sua lunga attività direttiva, Tina Gesmundo si è distinta per uno stile comunicativo diretto e poco incline ai compromessi. Più volte le sue prese di posizione pubbliche hanno aperto dibattiti accesi nel mondo scolastico locale e nazionale, come quando intervenne con decisione denunciando le ingiustificate pressioni esercitate da alcuni genitori sulle procedure d'iscrizione e sulla valutazione finale degli studenti.
Un'intransigenza nella difesa dell'autonomia e del valore dell'istituzione scolastica sostenuta anche da una forte sensibilità sociale, condivisa nella tradizione familiare con il fratello Pino Gesmundo, figura storica della CGIL pugliese.
Un congedo senza rimpianti
Nel salutare le aule e i corridoi del liceo Salvemini, la dirigente lascia un'eredità fatta di passione civile e dedizione quotidiana verso le nuove generazioni. L'osservazione dei colleghi intenti ad accogliere le nuove classi segna così il passaggio di testimone al personale e alla comunità che continueranno a far crescere l'istituto.
«Mentre osservo i docenti che accolgono le classi nelle aule — ha concluso Tina Gesmundo — avverto un senso profondo di pienezza, priva di rimpianti. La scuola continuerà a vivere, ad evolversi e ad accendere speranze anche senza di me, ed è proprio questa la sua magia: la capacità di rinnovarsi all'infinito rimanendo fedele alla sua missione fondamentale».