Ieri, martedì 15 settembre, la campanella è tornata a suonare a Lamezia Terme, segnando il rientro ufficiale tra i banchi per migliaia di alunni. Dietro i cancelli delle scuole, il primo giorno non è stato fatto di discorsi istituzionali, ma di emozioni reali, timori e grandi aspettative raccontati direttamente dagli studenti e dalle loro famiglie.
Le strade della città si sono colorate di zaini e di volti carichi di speranza fin dalle prime ore del mattino. Nonostante il traffico intenso che ha inevitabilmente congestionato le vie principali, l'atmosfera davanti agli istituti scolastici è stata caratterizzata da un mix di trepidazione e voglia di ricominciare.
Dall'infanzia alle superiori: il batticuore del debutto
Per i più piccoli, il debutto rappresenta un salto nel buio che toglie quasi il fiato. Davanti all'Istituto Comprensivo "Ardito-Don Bosco", l'emozione è palpabile soprattutto tra chi si appresta a iniziare un nuovo ciclo di studi. Molti bambini faticano a trovare le parole per l'agitazione, mentre i genitori cercano di rassicurarli con un sorriso. Una mamma racconta come per la propria figlia questo sia un anno di grandi cambiamenti: la bambina dovrà cambiare tutti i compagni di classe e, al momento dell'ingresso, sa di poter contare sulla presenza di una sola persona già conosciuta. Un piccolo scoglio da superare, ma anche l'inizio di una nuova avventura sociale.
Spostandosi verso le scuole secondarie di secondo grado, i sentimenti cambiano ma l'intensità resta la stessa. Davanti al Liceo Scientifico "Galilei", il rientro assume sfumature diverse a seconda dell'età. Per gli studenti dell'ultimo anno, questo martedì ha rappresentato l'inizio della fine di un percorso. Una studentessa del quinto anno non nasconde un velo di malinconia nel definire questo momento come il loro "ultimo primo giorno". C'è la tristezza di dover presto salutare i compagni e i docenti che li hanno accompagnati per cinque anni, ma c'è anche l'entusiasmo per le tappe che li attendono: il tanto sognato viaggio d'istruzione all'estero e la preparazione all'esame di Maturità, vissuto come una prova impegnativa ma anche come il coronamento dell'anno più bello della loro giovinezza.
Poco più in là, un ragazzo del terzo anno guarda al rientro con la curiosità di chi si trova a metà del percorso. Per lui, la sfida principale sarà il confronto con nuove discipline di studio, prima tra tutte la filosofia, materia che fa il suo ingresso nel piano di studi proprio in terza superiore e che accende l'interesse di chi vuole iniziare a guardare il mondo con occhi diversi.
La concretezza e le aspettative per il futuro
La concretezza è invece la parola d'ordine tra gli studenti in attesa davanti al Polo Tecnologico "De Fazio-Rambaldi". Qui i ragazzi puntano dritto agli obiettivi pratici del loro percorso scolastico: l'auspicio principale è quello di ottenere buoni voti, studiare con costanza ed essere promossi senza troppi affanni alla fine dell'anno. Nonostante le difficoltà che lo studio può presentare, gli alunni si dicono assolutamente convinti del percorso intrapreso, spinti da un sincero interesse per le materie economiche che caratterizzano il loro indirizzo di studi.
Anche davanti all'Istituto "Campanella-Fiorentino" si respira un forte senso di appartenenza e di fiducia nel futuro. Gli studenti sottolineano con orgoglio come la loro scuola rappresenti un'ottima base di partenza, in grado di aprire le porte a qualsiasi facoltà universitaria. Tra i percorsi più apprezzati spicca l'indirizzo Biomedico, attivo a partire dal terzo anno, che attira l'attenzione di tutti i ragazzi che sognano una futura carriera in ambito sanitario e medico.
Tuttavia, accanto all'entusiasmo non mancano le prime considerazioni critiche, tipiche di chi vive la scuola quotidianamente. Con le temperature ancora estive di metà settembre, la principale preoccupazione dei ragazzi riguarda il caldo all'interno delle aule. Gli studenti evidenziano come le classi siano prive di sistemi di aerazione o di ventilazione adeguati, un problema logistico che rischia di rendere faticose le prime settimane di lezione. Nonostante questo disagio, l'atteggiamento resta positivo: la speranza comune è quella di divertirsi, fare nuove amicizie e vivere esperienze didattiche stimolanti.
Tra sguardi speranzosi e battute per stemperare l'ansia, non è mancato chi ha confessato di essere arrivato davanti ai cancelli con largo anticipo per un motivo molto preciso: accaparrarsi un posto nelle retrovie dell'aula, il classico "ultimo banco" sempre ambitissimo per cercare di sfuggire, almeno nei primi giorni, agli sguardi più attenti dei professori. Con il suono della prima campanella, la città di Lamezia Terme ha così riabbracciato la sua popolazione scolastica, inaugurando un anno che per ciascuno di questi ragazzi rappresenterà un tassello fondamentale di crescita personale e formativa.




