L'inclusione scolastica passa spesso attraverso piccoli, grandi gesti di ingegno quotidiano. È il caso di Nikita Lastochkin, un padre arrivato a Bolzano dopo la fuga dall'Ucraina, che ha deciso di trasformare le difficoltà in opportunità, sviluppando un'applicazione pensata specificamente per aiutare il figlio Timoteo, affetto da autismo, a imparare la lingua italiana.

La storia di questa famiglia è stata raccontata nel corso della puntata del programma Rai 3 “O anche no”, condotto da Paola Severini Melograni, andata in onda il 15 settembre. Il racconto di Nikita non è solo la cronaca di un successo tecnologico, ma un esempio di come la motivazione personale possa dare vita a strumenti educativi preziosi per l'integrazione.

L'incontro con il centro Youmind

A fare da cornice a questo racconto è stato il centro psicopedagogico Youmind di Bolzano, specializzato nel supporto a bambini e ragazzi con neurodivergenze, tra cui autismo ad alto funzionamento, disturbi dell'apprendimento e ADHD. La struttura è diventata un punto di riferimento per le famiglie che cercano risposte innovative ai bisogni educativi dei propri figli.

Durante l'intervista, i responsabili del centro hanno sottolineato l'importanza di coniugare il supporto clinico con le nuove tecnologie. L'obiettivo della struttura, infatti, non si ferma alla consulenza tradizionale, ma guarda con interesse al futuro dell'apprendimento digitale. Proprio in quest'ottica, si punta a implementare percorsi basati su strumenti all'avanguardia, tra cui un'aula multisensoriale progettata per favorire la decompressione emotiva e il rilassamento, elementi fondamentali per il benessere degli studenti con bisogni educativi speciali.

Tecnologia e inclusione

L'applicazione sviluppata da Lastochkin rappresenta un ponte fondamentale tra la vita domestica e il percorso scolastico. Per un bambino con autismo, l'acquisizione di una nuova lingua in un contesto di migrazione forzata comporta sfide comunicative complesse. L'app nasce proprio per semplificare questo processo, rendendo l'apprendimento un'esperienza più accessibile e meno frustrante, capace di adattarsi ai tempi e alle modalità di elaborazione del piccolo Timoteo.

Il servizio della TGR Bolzano ha messo in luce non solo la dedizione di un genitore, ma anche la capacità del territorio di accogliere e valorizzare queste esperienze positive. In un momento in cui la scuola italiana è sempre più chiamata a confrontarsi con la sfida dell'inclusione, il contributo di realtà come Youmind e l'iniziativa di singoli cittadini mostrano che la strada verso una didattica davvero accessibile passa attraverso la collaborazione tra famiglie, professionisti e innovazione tecnologica.

Per chi volesse approfondire il racconto, il servizio completo è disponibile sul portale RaiPlay al seguente link ufficiale della TGR Bolzano.