La dirigenza scolastica non è un traguardo, ma l'inizio di un mestiere che richiede studio, umiltà e, soprattutto, capacità di ascolto. È con questo spirito che Luigi Petta, a soli 35 anni, ha assunto la guida dell’Istituto superiore Giovanni Falcone di Asola, nel Mantovano. Gli atti ufficiali relativi alla nomina sono consultabili nell'albo pretorio disponibile sul portale dell'istituto all'indirizzo www.isfalcone.edu.it.
Un percorso, quello di Petta, che definire eterogeneo è riduttivo. Diplomato in pianoforte, laureato in Economia Aziendale e in Imprenditorialità e Innovazione, il nuovo dirigente ha costruito la propria carriera formativa intrecciando passioni e competenze apparentemente distanti. "Guardandolo oggi, può sembrare un percorso composto da ambiti molto diversi, ma credo che proprio questa pluralità di esperienze mi sia particolarmente utile nel ruolo che ricopro in questo momento", racconta.
Dall'insegnamento alla dirigenza
L’esperienza sul campo è stata il vero motore del suo approccio pedagogico. Petta ha mosso i primi passi come docente di sostegno in Molise, un'esperienza che descrive come fondamentale per comprendere l'importanza dell'inclusione. Sul tema del sostegno, si ricorda che le procedure per l'assegnazione dei docenti specializzati seguono le disposizioni ministeriali vigenti, che mirano a garantire la continuità didattica per gli alunni con disabilità attraverso le graduatorie provinciali e regionali. Successivamente, il suo percorso professionale lo ha portato all'insegnamento della musica, prima in Molise e poi in Lombardia, presso l'Istituto Comprensivo di San Giorgio di Mantova, dove ha operato fino alla nomina a dirigente scolastico.
Proprio il vissuto da docente è ciò che oggi guida le sue scelte gestionali: "Credo che l'esperienza quotidiana vissuta come docente rappresenti una parte fondamentale del mio modo di interpretare la dirigenza scolastica".
La scuola come palestra di responsabilità
Quale idea di scuola porta con sé ad Asola? Il messaggio rivolto agli studenti è chiaro: l'istituto deve essere un luogo dove si impara a diventare adulti, assumendosi le conseguenze delle proprie scelte. "Ai ragazzi dobbiamo chiedere impegno, rispetto delle regole e consapevolezza, ma dobbiamo anche consentire loro di sbagliare e accompagnarli nel percorso di crescita", spiega Petta.
Il giovane preside non nasconde la complessità della sfida. Affronta il nuovo incarico con un metodo preciso: prima di definire cambiamenti o nuovi percorsi, è necessario conoscere la realtà scolastica. "Sto dedicando questa prima fase soprattutto all’ascolto delle persone e alla comprensione di una realtà complessa e articolata", sottolinea.
Il valore dell'esperienza
Un tema ricorrente nel suo approccio è la valorizzazione del personale scolastico, anche di chi ha più esperienza di lui. "L’età anagrafica e il ruolo professionale sono due piani diversi", chiarisce il dirigente. Petta guarda ai docenti e al personale con più anni di servizio alle spalle come a una risorsa preziosa per l'istituto, ribadendo che un dirigente deve saper coniugare la capacità di decidere con quella di valorizzare le competenze già presenti nella propria organizzazione. Per chi desidera approfondire le dinamiche del reclutamento e della gestione del personale.
In queste prime settimane di avvio dell'anno scolastico, l'obiettivo resta quello di costruire una scuola in cui il senso di responsabilità sia condiviso, un percorso che Petta intende affrontare con lo stesso spirito di studio continuo che ha caratterizzato il suo intero cammino professionale.