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UrbanAI dell'ITI Monaco di Cosenza approda a ITADINFO

15 settembre 2026 di Francesco Perrone

. Monaco” di Cosenza si prepara a salire sul palco di ITADINFO 2026, il Convegno Italiano sulla Didattica dell’Informatica. Al centro dell'attenzione c'è UrbanAI, un'applicazione ideata e sviluppata dagli studenti per riconoscere i rumori della città e segnalare situazioni di potenziale pericolo alle persone sorde o ipoudenti.

Il lavoro scientifico e pedagogico intitolato “Dall’introduzione dell’Intelligenza Artificiale alla progettazione di soluzioni reali: il caso UrbanAI”, redatto dai docenti Barbara Nardi, Daniele Rogano e Francesco Rende, è stato formalmente selezionato dal comitato del convegno per essere presentato durante i lavori della manifestazione dedicata alle migliori pratiche nell'insegnamento dell'informatica.

Che cos'è UrbanAI e come funziona l'inclusione digitale

UrbanAI nasce come risposta concreta a un bisogno reale di mobilità e sicurezza. Muoversi all'interno del contesto urbano presenta spesso ostacoli invisibili per chi ha disabilità uditive: clacson improvvisi, sirene dei mezzi di soccorso, rumori di frenate brusche o allarmi sonori possono passare inosservati.

L'applicazione sfrutta algoritmi di intelligenza artificiale addestrati per captare, distinguere e decodificare in tempo reale i pattern sonori tipici dell'ambiente cittadino. Una volta rilevato il suono di allerta, il dispositivo lo traduce in un segnale visivo o vibrazionale chiaro e immediato sullo schermo o sul dispositivo della persona, permettendo così di muoversi con maggiore autonomia e consapevolezza.

Il riconoscimento al Premio Nazionale Innovazione Digitale

La selezione per ITADINFO 2026 non è il primo traguardo raggiunto dal team dell'istituto calabrese. Lo scorso 22 maggio, infatti, l'ITI Monaco ha conquistato il primo posto al Premio Nazionale sull’Innovazione Digitale 2025-2026, primeggiando nella categoria specifica denominata “ICT per l’inclusione e l’accessibilità: nessuno escluso nell’era digitale”.

Quel risultato aveva già certificato il valore tecnico dell'idea, ma l'approdo a ITADINFO sposta la riflessione anche sul piano della metodologia didattica: come si trasforma un programma ministeriale di informatica in un laboratorio di cittadinanza attiva e problem solving sociale?

Oltre la teoria: la forza del gruppo e i sacrifici dei pendolari

Dietro le righe di codice e l'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale c'è il racconto di un percorso extrascolastico intenso. Il gruppo di studenti coinvolto, composto in gran parte da ragazzi pendolari abituati a lunghe trasferte quotidiane per raggiungere la scuola, ha scelto di dedicare interi pomeriggi al progetto, fermandosi oltre l'orario delle lezioni per confrontarsi, testare e migliorare i prototipi.

«Siamo partiti con un’idea, qualche pomeriggio a scuola in più, tanta stanchezza e un gruppo di ragazzi straordinari. Questo gruppo ha dimostrato cosa possono fare ragazzi motivati quando viene data loro la possibilità di mettersi in gioco, collaborare e credere davvero nelle proprie idee».

La soddisfazione dei docenti Nardi, Rogano e Rende mette in luce un modello di scuola tecnica che non si limita alla trasmissione nozionistica delle tecnologie emergenti, ma offre gli strumenti critici ed etici per trasformare l'intelligenza artificiale in uno strumento di inclusione accessibile a tutti.

Tags: studenti cronaca didattica
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