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Scuola

Studenti e IA: il 94% la usa, ma il 44% teme di pensare meno

15 settembre 2026 di Vincenzo Schirripa

L'intelligenza artificiale è ormai entrata a pieno titolo nella quotidianità scolastica dei ragazzi italiani: la usa regolarmente il 94% degli studenti, con l'84% che vi ricorre direttamente per svolgere i compiti e prepararsi nelle diverse materie. Accanto alla familiarità tecnologica emerge però una forte consapevolezza critica: il 44% degli alunni teme che affidarsi a questi algoritmi porti a pensare meno con la propria testa e il 26% indica nella perdita del senso critico uno dei principali pericoli per il domani.

I risultati emergono dall'indagine nazionale "Io e l'Intelligenza Artificiale", promossa da INDIRE insieme al Festival dell'Innovazione Scolastica. Lo studio ha coinvolto un campione di 5.342 studenti iscritti alle scuole secondarie di primo e secondo grado su tutto il territorio nazionale ed è stato illustrato lunedì 14 settembre nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica.

Dall'italiano alla matematica: la diffusione tra i banchi

Il rapporto evidenzia come l'intelligenza artificiale generativa non rappresenti più una novità occasionale, bensì un supporto didattico costante.

In alcuni istituti monitorati, la quota di studenti che segnala un utilizzo quasi quotidiano delle tecnologie digitali complessive — comprendenti l'IA e altri strumenti digitali — raggiunge percentuali comprese tra il 70% e l'80%.

Non solo compiti: il ricorso all'IA come supporto personale

Un aspetto particolarmente rilevante emerso dalla rilevazione riguarda la dimensione relazionale ed emotiva. Il 53% degli studenti ha ammesso di aver utilizzato l'intelligenza artificiale almeno una volta per confidarsi, sfogarsi o cercare una chiave di lettura di fronte a un problema personale. Il fenomeno registra un'incidenza particolarmente evidente nella fascia anagrafica più giovane e tra le studentesse, evidenziando una delega verso lo strumento informatico che va oltre la semplice assistenza nello studio pomeridiano.

I timori dei ragazzi: autonomia di pensiero e controllo umano

A dispetto dell'ampia diffusione pratica, il mondo studentesco non manifesta un'adesione passiva o acritica verso queste tecnologie.

La sfida pedagogica per la scuola

Alla presentazione dei dati al Senato è intervenuto Mauro Magatti, professore ordinario di Sociologia all'Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha inquadrato il fenomeno definendo l'innovazione tecnologica un elemento ambivalente, paragonabile a un farmaco che può agire da cura o da veleno a seconda dell'uso. Secondo Magatti, occorre superare la contrapposizione ideologica tra sostenitori entusiasti e detrattori della tecnologia per concentrarsi sulla costruzione di competenze solide.

I ragazzi dispongono oggi di un accesso istantaneo alle informazioni, ma la scuola è chiamata a fornire loro gli strumenti interpretativi per orientarsi in questa mole di contenuti senza esserne sopraffatti. Il sociologo ha evidenziato che la risposta non può risiedere unicamente nella regolamentazione formale, ma deve fondarsi sulla definizione di chiari obiettivi pedagogici ed etici, sostenuti da investimenti strutturali nell'istruzione pubblica per accompagnare una trasformazione paragonabile a quella vissuta durante le grandi rivoluzioni industriali del passato.

Tags: scuola tecnologia studenti
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