Scienze, tecnologia, ingegneria e matematica: le cosiddette discipline STEM sono spesso descritte come il motore del futuro, ma per cinque giovani studentesse della provincia di Viterbo sono già una realtà fatta di impegno, studio e risultati d'eccellenza. Lo scorso venerdì 11 settembre, nella cornice istituzionale della Sala Consiliare del Comune di Marta, si è celebrata la seconda edizione del Premio Richelmo Sassara, un riconoscimento nato per valorizzare il talento femminile nelle materie scientifiche e per onorare la memoria di un educatore che ha dedicato la vita alla formazione delle nuove generazioni.
L'iniziativa, promossa dal Lions Club di Viterbo, ha coinvolto l'intera comunità dell'Istituto Comprensivo "Paolo Ruffini" di Valentano. Si tratta di una realtà scolastica complessa e vivace, che abbraccia i territori di Valentano, Marta, Capodimonte e Ischia di Castro, guidata dalla dirigente scolastica Maria Rosaria Faina. Il premio, giunto al suo secondo anno, è destinato alle alunne del terzo anno della scuola secondaria di primo grado che si sono distinte per i voti e la passione dimostrata nelle materie scientifiche.
Le protagoniste della premiazione
Il cuore della cerimonia è stato il riconoscimento del percorso di cinque ragazze che hanno saputo trasformare la curiosità intellettuale in risultati concreti.
- Martina Biagini, della classe 3A della Scuola Secondaria di Valentano;
- Rosy Corizid, della Scuola Secondaria di Ischia di Castro;
- Emma Galassi, della Scuola Secondaria di Marta;
- Sonia Guidolotti, della classe 3D della Scuola Secondaria di Marta;
- Giorgia Zaccani, della classe 3E della Scuola Secondaria di Marta.
La premiazione ha visto la partecipazione attiva delle autorità locali, a testimonianza di quanto la scuola sia considerata il fulcro dello sviluppo del territorio. Il sindaco di Marta, Maurizio Lacchini, ha espresso l'orgoglio di ospitare la manifestazione, ringraziando in particolare il dottor Massimo Sassara, socio Lions e promotore del premio intitolato al padre Richelmo, proprio in occasione del centenario della sua nascita.
Un ponte tra scuola e territorio
L'evento non è stato solo una consegna di diplomi o borse di studio, ma un momento di riflessione sul ruolo dell'istruzione tecnica e scientifica. Il presidente del Lions Club di Viterbo, l'avvocato Gabriele Sabato, ha sottolineato come l'associazione creda fermamente nei giovani, investendo su di loro per costruire una società basata sul merito. Un concetto ripreso anche dalla dirigente Faina, che ha evidenziato l'importanza di questo riconoscimento per stimolare le studentesse a proseguire con determinazione nel loro percorso di studi.
I sindaci dei Comuni coinvolti hanno voluto far sentire la propria voce. Stefano Bigiotti (Valentano) ha messo l'accento sul valore dell'impegno scolastico come base per la cittadinanza attiva; Salvatore Serra (Ischia di Castro) ha augurato alle ragazze di puntare sempre al massimo nella loro formazione, mentre Mario Fanelli (Capodimonte) si è complimentato per l'organizzazione di un evento che mette al centro i talenti locali.
STEM e divario di genere: un'inversione di tendenza
Un dato emerso con forza durante la mattinata è quello relativo al superamento degli stereotipi. Tradizionalmente, le discipline STEM sono state percepite come un dominio prevalentemente maschile, ma i risultati ottenuti dalle studentesse dell'Istituto Ruffini raccontano una storia diversa. Massimo Sassara, nel ricordare la figura del padre come educatore, ha lodato la capacità delle ragazze di dimostrare una vera e propria "inversione di tendenza", confermando che il merito e l'attitudine non conoscono barriere di genere.
Il Premio Sassara si inserisce in un solco educativo che mira a incentivare la curiosità scientifica fin dai primi anni della scuola secondaria. L'invito rivolto alle premiate è stato quello di non fermarsi ai risultati ottenuti, ma di guardare alle scuole superiori e all'università con la stessa determinazione che ha permesso loro di eccellere oggi.
In un'epoca in cui il mondo del lavoro richiede competenze tecniche sempre più elevate, storie come quelle di Martina, Rosy, Emma, Sonia e Giorgia offrono un segnale di speranza e un modello per i loro coetanei. La scuola italiana, attraverso la sinergia con realtà del terzo settore come i Lions, dimostra di saper riconoscere e premiare chi sceglie di investire nel proprio talento.




