Forlimpopoli, tre sezioni dell’Artusi nell’ex asilo Rosetti

La prima campanella dell'anno scolastico 2026/2027, che suona ufficialmente questa mattina, martedì 15 settembre, porta con sé una novità logistica significativa per la comunità scolastica di Forlimpopoli. Da oggi, tre sezioni dell’Istituto superiore "Pellegrino Artusi" iniziano le lezioni all'interno dei locali dell’ex asilo Rosetti, in via Giuseppe Mazzini. Una soluzione "ponte" resasi necessaria per far fronte a una crescita di iscritti che i plessi storici non riuscivano più a contenere.

Una risposta al boom di iscrizioni

L'operazione non è solo un trasloco, ma il risultato di un'estate di lavori e sopralluoghi tecnici. L'Istituto Artusi, eccellenza del territorio forlivese, ha registrato negli ultimi anni un incremento costante di studenti, attratti sia dallo storico indirizzo Alberghiero sia dal percorso delle Scienze Umane. Questa vitalità formativa ha però messo a dura prova la capienza delle due sedi attuali, spingendo la Provincia di Forlì-Cesena e il Comune di Forlimpopoli a cercare rapidamente nuovi spazi didattici idonei.

La scelta è ricaduta sull’ex asilo Rosetti, una struttura centrale che, dopo la chiusura della sua funzione originaria, è stata individuata come la più adatta a ospitare ragazzi più grandi. Non è stata una scelta casuale: prima di procedere, i tecnici hanno valutato diverse alternative sul territorio comunale, ma il Rosetti è risultato l'unico edificio in grado di garantire i requisiti di sicurezza e funzionalità necessari per lo svolgimento delle lezioni delle scuole superiori.

La centralità della nuova sede

Uno dei punti di forza di questa soluzione è la posizione. L'ex asilo si trova infatti lungo lo stesso asse viario che collega gli altri due plessi dell'Istituto Artusi. Questa vicinanza è fondamentale per mantenere l'unità della scuola, facilitando gli spostamenti dei docenti e garantendo agli studenti la prossimità ai principali servizi cittadini e, soprattutto, alle fermate del trasporto pubblico locale.

"Abbiamo lavorato insieme alla Provincia e ai tecnici comunali per individuare una soluzione che consentisse all'Istituto Artusi di affrontare il nuovo anno scolastico con spazi adeguati", ha dichiarato la sindaca di Forlimpopoli, Milena Garavini. "L'ex Rosetti continuerà a essere un luogo al servizio della comunità, accogliendo da oggi gli alunni e garantendo spazi adeguati per le loro esigenze, quelle degli insegnanti e di tutto il personale scolastico".

Investire nel benessere scolastico

Gli interventi di adeguamento realizzati nei mesi scorsi hanno permesso di trasformare le aule che un tempo ospitavano i bambini dell'infanzia in spazi pronti per la didattica d'aula dei ragazzi delle superiori. La Provincia di Forlì-Cesena ha seguito da vicino il cantiere per assicurare che tutto fosse pronto per il 15 settembre.

Secondo Enzo Lattuca, Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, la qualità della scuola passa necessariamente attraverso la qualità degli edifici: "Garantire alle nostre scuole spazi adeguati significa investire nel benessere di studenti e docenti. L'incremento delle iscrizioni all'Artusi è un segnale estremamente positivo che conferma il valore dell'offerta formativa, ma ci impone risposte concrete sul piano dell'edilizia. Questa è una soluzione efficace che abbiamo valutato con estrema attenzione".

Per ulteriori dettagli sulle sedi e l'organizzazione dell'istituto, è possibile consultare le comunicazioni ufficiali sul sito della Provincia di Forlì-Cesena.

Cosa cambia da oggi per gli studenti

  • Tre sezioni coinvolte: Il trasferimento riguarda tre intere sezioni che sono state informate dalla dirigenza scolastica.
  • Ingresso in via Mazzini: Le lezioni si terranno regolarmente seguendo l'orario stabilito dall'istituto per la sede del Rosetti.
  • Servizi confermati: La vicinanza alle fermate dei bus garantisce la continuità del servizio di trasporto per i pendolari.

L'avvio di questo anno scolastico nell'ex asilo Rosetti rappresenta un esempio di come il patrimonio immobiliare pubblico possa essere rigenerato per rispondere alle emergenze educative, garantendo che nessun diritto allo studio venga limitato dalla mancanza di mura fisiche.