Il rientro tra i banchi nel Lazio si è aperto all'insegna delle mobilitazioni contro il caldo nelle classi. In occasione della ripresa delle lezioni, gli attivisti della Rete degli Studenti Medi hanno distribuito ventagli bianchi e rossi davanti a diversi istituti scolastici di Roma per denunciare le temperature elevate all'interno degli edifici e lo stato precario delle strutture.
Sui ventagli distribuiti agli studenti compare lo slogan: «Si muore di caldo. Il nostro tempo è ora». Un messaggio diretto che punta i riflettori su un problema ricorrente a ogni inizio d'anno scolastico, quando le ondate di calore tardo-estive rendono particolarmente difficile lo svolgimento delle lezioni in aule prive di adeguata ventilazione o schermatura termica.
La denuncia degli studenti e le richieste al Ministero
Secondo Simone Montori, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio, la questione riguarda direttamente la tutela del diritto all'istruzione: «Ogni anno si torna in classe trovando gli stessi problemi. Il diritto allo studio passa anche dalla sicurezza e dalla vivibilità degli spazi scolastici. Serve un piano straordinario da parte del Ministero, che non può girarsi ancora dall'altra parte».
Oltre a un intervento straordinario sul fronte delle infrastrutture, gli studenti hanno avanzato una richiesta precisa alle istituzioni locali: essere formalmente coinvolti nel tavolo di confronto sulla scuola avviato presso la Regione Lazio, organismo dal quale la rappresentanza studentesca segnala di essere attualmente esclusa.
Il sostegno dei sindacati e il nodo della sicurezza
Accanto all'iniziativa studentesca si sono schierate le rappresentanze sindacali territoriali di categoria e dei lavoratori delle costruzioni. Alessandro Tatarella, segretario generale della FLC CGIL Roma e Lazio, ha evidenziato come l'impatto delle temperature negli istituti non possa essere trattato alla stregua di un imprevisto temporaneo: «Ancora una volta, la scuola deve fare i conti con problemi che non possono più essere considerati emergenze occasionali. Il caldo estremo di questo periodo si somma alla condizione di edifici scolastici spesso in condizioni inadeguate: è una questione di salute, sicurezza e qualità del servizio pubblico».
Tatarella ha espresso una valutazione positiva circa l'apertura del tavolo regionale, ribadendo tuttavia la necessità di giungere a soluzioni operative in tempi brevi per evitare che la criticità si ripresenti ciclicamente ogni settembre e a inizio estate.
Le risorse stanziate e il fabbisogno per gli edifici
La mobilitazione si inserisce in un dibattito nazionale che nelle ultime settimane ha visto organizzazioni sindacali e personale scolastico discutere l'adeguatezza degli ambienti di apprendimento. In tutta Italia la stragrande maggioranza degli edifici scolastici non dispone di impianti di climatizzazione centralizzati, lasciando il ricircolo d'aria a ventilatori mobili che spesso non riescono a mitigare l'afa nei giorni di picco.
A livello centrale, il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha previsto lo stanziamento di 20 milioni di euro a livello nazionale per l'acquisto, l'installazione e la messa in funzione di dispositivi di raffrescamento nelle scuole statali. Una misura che sindacati e associazioni studentesche considerano tuttavia insufficiente rispetto all'entità reale del parco edilizio.
A chiarire la discrepanza tra fondi disponibili e necessità territoriali è Diego Piccoli, segretario generale della Fillea CGIL Roma e Lazio: «Nonostante gli interventi finanziati dal PNRR, troppe scuole del Lazio riapriranno ancora con aule calde e strutture non adeguate. Gli investimenti annunciati non rispondono al fabbisogno reale della nostra regione: servirebbero almeno 25 milioni di euro soltanto per intervenire sulle scuole di Roma, mentre i 20 milioni annunciati dal ministro Valditara riguardano l'intero territorio nazionale».
Cosa chiedono le parti sociali
Per affrontare in modo organico la vivibilità degli istituti scolastici.
- Interventi strutturali di efficientamento: superare le misure temporanee tramite interventi di isolamento termico, schermature solari e impianti moderni negli edifici scolastici.
- Programmazione delle risorse: incrementare i fondi dedicati alla riqualificazione degli spazi per coprire il fabbisogno delle grandi aree metropolitane e delle province.
- Partecipazione al dialogo istituzionale: garantire la presenza stabile delle rappresentanze studentesche e sindacali ai tavoli regionali dedicati alla gestione della rete scolastica.