In occasione dell'avvio del nuovo anno scolastico, il CoorDown (Coordinamento nazionale associazioni delle persone con sindrome di Down) ha lanciato un forte appello a tutela del modello di inclusione scolastica italiano, opponendosi pubblicamente alle ipotesi di creare classi o scuole separate per gli studenti con disabilità.

L’associazione denuncia come il tema dell’inclusione sia tornato al centro di un dibattito preoccupante, con alcune forze politiche, sia a livello nazionale che europeo, che tornano a suggerire soluzioni basate sulla separazione degli alunni fragili. Secondo CoorDown, si tratta di provocazioni che, pur potendo apparire come posizioni teoriche, hanno un impatto concreto e tangibile sulla vita quotidiana delle famiglie e degli studenti coinvolti.

L'appello alle istituzioni

Nel documento diffuso oggi, 14 settembre, il coordinamento rivolge un invito diretto al Governo, alla ministra per le Disabilità, al Parlamento e al Ministero dell'Istruzione e del Merito. La richiesta è di vigilare con estrema attenzione affinché il diritto all'apprendimento sia garantito in modo effettivo e condiviso.

  • Responsabilità condivisa: l'inclusione non deve essere delegata esclusivamente al docente di sostegno, ma deve rappresentare una missione comune per tutto il corpo docente, indipendentemente dal ruolo o dalla disciplina insegnata.
  • Formazione e strumenti: il personale scolastico deve poter contare su una formazione adeguata e su strumenti normativi che non si trasformino in una forma di stigma o, peggio, in un mezzo per isolare l'alunno dal resto della classe.

La scuola come bene comune

Il sistema scolastico italiano è storicamente riconosciuto come uno dei più avanzati al mondo nella valorizzazione delle competenze individuali e nell'integrazione. Tuttavia, CoorDown avverte che l'attuazione dei diritti non può dirsi scontata: essa richiede una costante comprensione, accettazione e condivisione delle norme vigenti da parte di tutta la comunità scolastica.

L'auspicio finale dell'associazione è che la scuola continui a definirsi, senza eccezioni, come una "scuola per tutti", un luogo in cui l'inclusione sia un concetto talmente integrato nella didattica e nella vita quotidiana da non dover essere nemmeno più dichiarato come obiettivo, ma vissuto come prassi naturale.

L'appello, ripreso nel pomeriggio di oggi anche dall'agenzia SIR, segna una posizione netta contro ogni tentativo di regressione normativa o pedagogica, ribadendo che il diritto all'apprendimento deve restare un pilastro inviolabile dell'istruzione pubblica.