L’inizio dell’anno scolastico, solitamente segnato dall’emozione del ritorno sui banchi, si è trasformato in una battaglia amministrativa per una famiglia fiorentina. Uno studente con disabilità grave, iscritto alla classe quinta del Liceo Artistico di Porta Romana, si trova improvvisamente senza l’insegnante di sostegno che lo ha seguito negli ultimi tre anni, proprio nell'anno decisivo per l'esame di maturità.

La notizia, riportata dalla stampa locale, solleva interrogativi profondi sulla gestione della continuità didattica, un principio cardine per l'inclusione scolastica degli alunni con bisogni educativi complessi. Secondo quanto riferito dalla madre, l’insegnante, che ricopriva anche il ruolo di coordinatrice di classe, è stata trasferita in un altro istituto all'inizio di settembre. Per lo studente, che ha consolidato un rapporto di fiducia e conoscenza profonda con la docente, il cambio repentino rappresenta un ostacolo non indifferente in un anno già di per sé delicato.

Il nodo della continuità didattica

La famiglia sostiene l'importanza del percorso educativo intrapreso. È opportuno ricordare che, ai sensi dell'art. 14 del DLgs 66/2017, la continuità didattica per gli alunni con disabilità è garantita nei limiti delle disponibilità di organico e nel rispetto delle norme vigenti in materia di mobilità del personale scolastico. L'assegnazione dei docenti di sostegno, inoltre, deve avvenire in conformità con quanto previsto dalla Nota MIUR prot. n. 3123/2020, che disciplina il ruolo del GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l'inclusione) nel monitoraggio dei processi di inclusione.

Dopo la comunicazione del trasferimento, la madre ha presentato un’istanza di riesame in autotutela all’Ufficio scolastico territoriale, accompagnata da una richiesta di accesso agli atti. L’obiettivo è comprendere le ragioni tecniche che hanno impedito il mantenimento del docente. La risposta ricevuta dall’amministrazione, tuttavia, ha confermato il diniego, motivandolo con una "mancanza del requisito tecnico" in capo all’insegnante, riferimento quest'ultimo contestato formalmente dall'amministrazione in merito alla procedura di assegnazione.

Le criticità del procedimento

La famiglia contesta la decisione, ritenendo che il percorso educativo consolidato meriti una tutela superiore. La vicenda ha sollevato dubbi sulle procedure di gestione delle graduatorie e dei trasferimenti, spingendo i genitori a sollecitare un intervento di approfondimento presso le sedi competenti, con l'obiettivo di verificare la corretta applicazione delle norme che regolano l'assegnazione dei docenti specializzati.

Cosa accade ora?

Nelle istanze depositate, la richiesta è chiara: il riesame immediato dell'assegnazione o, in alternativa, l'accesso completo alla documentazione amministrativa per fare chiarezza. Parallelamente, la famiglia sollecita la convocazione tempestiva del GLO, affinché si possa valutare, nel rispetto della normativa, la migliore soluzione possibile per supportare il ragazzo durante il suo ultimo anno di liceo. Per ulteriori approfondimenti sulle procedure di inclusione scolastica.

Il caso riaccende il dibattito sulla fragilità dei percorsi di sostegno nel sistema scolastico italiano, dove spesso la rigidità delle procedure burocratiche si scontra con il diritto primario alla continuità educativa, essenziale per gli studenti con disabilità.