Il nuovo anno scolastico prende il via con una mole massiccia di contratti a termine: sono oltre 99mila le supplenze già conteggiate tra cattedre comuni e posti di sostegno. A tracciare il bilancio alla vigilia della riapertura dei cancelli è la CISL insieme alla federazione di categoria CISL Scuola, evidenziando come la mancata stabilizzazione del personale continui a compromettere la regolarità delle lezioni e la continuità didattica per migliaia di studenti.
I numeri raccolti dal sindacato delineano un quadro critico proprio nelle ore in cui regioni come Piemonte, Emilia-Romagna e Umbria completano gli ultimi preparativi per il ritorno in classe tra il 14 e il 15 settembre 2026. Nella sola regione piemontese sono 478.571 gli alunni pronti a sedersi ai banchi, ma gli istituti si trovano a fronteggiare una gestione organizzativa complessa, segnata dal ricorso massiccio a personale non di ruolo.
I numeri delle supplenze: la voragine del sostegno
L'analisi condotta dalla CISL evidenzia come il precariato tra gli insegnanti rimanga un problema strutturale non risolto.
- 31.742 supplenze assegnate su posto comune;
- 67.516 cattedre affidate a tempo determinato sul sostegno.
A pesare in modo determinante sull'intero sistema è proprio il settore dell'inclusione scolastica. Oltre due terzi delle nomine a tempo determinato riguardano infatti l'insegnamento di sostegno agli alunni con disabilità. Per i sindacati, questo divario rende evidente la fragilità di una programmazione che non riesce a coprire stabilmente posti essenziali, lasciando le famiglie senza la garanzia di un docente di riferimento confermato di anno in anno.
La frammentazione dei contratti e la rotazione continua degli incarichi hanno ricadute pesanti sul benessere degli studenti e sulla motivazione degli stessi docenti, costretti a cambiare sede e colleghi a ogni avvio di settembre.
Carenze negli organici ATA ed emergenza strutture
La questione del personale non riguarda esclusivamente il corpo docente. La denuncia sindacale punta i riflettori anche sulla situazione del personale ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario), il cui supporto è indispensabile per la vigilanza, la pulizia dei locali e il regolare svolgimento delle pratiche burocratiche.
Nel territorio dell'Emilia-Romagna, ad esempio, la CISL segnala una riduzione di 221 posti ATA, unita a un numero di assunzioni autorizzate ritenuto insufficiente rispetto alle reali necessità degli istituti. La presenza di numerose posizioni scoperte rischia di mettere a dura prova i servizi scolastici essenziali fin dal primo giorno di lezione, gravando sul personale in servizio.
Accanto alla gestione delle risorse umane, restano aperte le sfide legate all'edilizia scolastica. Le strutture necessitano di interventi costanti di manutenzione ordinaria e di adeguamento agli standard di sicurezza, aspetti che si sommano all'impegno degli enti locali chiamati ad assicurare trasporti e servizi di assistenza educativa.
Come orientarsi tra supplenze e interpelli
Mentre gli Uffici scolastici territoriali completano le operazioni ordinarie di convocazione da graduatoria, per molti aspiranti docenti si apre la fase di ricerca delle supplenze residue, spesso assegnate tramite gli avvisi di interpello delle singole scuole o attraverso le messe a disposizione.
Per chi vuole candidarsi in modo mirato e verificare la conformità dei titoli senza rischiare errori formali, è possibile affidarsi a un servizio professionale come l'invio assistito della domanda con consulenza personalizzata, una piattaforma privata a pagamento che mette a disposizione un consulente per guidare l'aspirante supplente nella scelta degli istituti e nell'inoltro della propria candidatura.
Le richieste del sindacato per la stabilità
Di fronte a un avvio segnato da queste criticità, la CISL ribadisce la necessità di un confronto costante tra Ministero dell'Istruzione e parti sociali. La richiesta primaria è quella di un piano straordinario di assunzioni che permetta di superare l'attuale ricorso sistematico ai contratti a termine, trasformando i posti in deroga del sostegno in organico di diritto.
Accanto alla stabilizzazione delle cattedre, il sindacato sollecita risorse adeguate per la sicurezza degli edifici e percorsi stabili di formazione professionale continua, ritenuti passaggi imprescindibili per garantire stabilità lavorativa al personale e un'offerta formativa di qualità per gli studenti.




