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Scuola

Bullismo e disagio giovanile: l'appello agli studenti di Melfi

13 settembre 2026 di Vincenzo Schirripa

La scuola deve tornare a essere un presidio di libertà, un luogo dove il dialogo disarma l'odio e dove il bullismo viene sconfitto dalla forza delle parole. È questo il messaggio centrale della lettera aperta che il Vescovo della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, Monsignor Ciro Fanelli, ha rivolto agli studenti, alle famiglie e al personale scolastico in occasione dell'imminente avvio delle lezioni. Il testo integrale del messaggio è disponibile per la consultazione sul portale ufficiale della Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa.

In un momento storico segnato da tensioni internazionali e incertezze economiche, il presule invita i giovani della Basilicata a "andare controcorrente", rifiutando le logiche della prevaricazione per abbracciare quelle della solidarietà. L'appello arriva proprio mentre le comunità scolastiche si preparano al suono della prima campanella, previsto per molti istituti della regione nella giornata di domani, lunedì 14 settembre.

Contrastare il bullismo: "Il pugno chiuso è maschera della paura"

Il passaggio più incisivo della lettera riguarda direttamente il fenomeno del bullismo e della violenza tra i giovanissimi, spesso alimentati da un clima di rabbia sociale. Monsignor Fanelli usa parole nette per smontare i falsi miti della forza fisica e del disprezzo verso l'altro.

«La violenza e il disprezzo non sono prove di forza, ma maschere della paura. Sostituite il pugno chiuso con la mano tesa, la provocazione con il dialogo», scrive il Vescovo.

L'esortazione ai ragazzi è quella di utilizzare lo studio non come un obbligo, ma come uno strumento di emancipazione: «La scuola vi dona le parole per pensare con la vostra testa. Usatele per disarmare l'odio». Il disagio giovanile, che spesso sfocia in ansia da prestazione o in isolamento, va affrontato riscoprendo il valore dell'umanità e della resilienza.

Il modello di Barbiana contro la "scuola-esamificio"

Per offrire una direzione concreta, Monsignor Fanelli richiama due riferimenti culturali e pedagogici di grande spessore. Il primo è il concetto di "ri-esistere", inteso come la capacità di rinascere restando umani anche quando ci si sente "spezzati" dalle difficoltà della vita. Il secondo, fondamentale per il mondo dell'istruzione, è l'eredità di Don Lorenzo Milani.

Citando l'esperienza della scuola di Barbiana, il Vescovo ricorda che l'istituzione scolastica non può ridursi a un "freddo esamificio" focalizzato esclusivamente sui voti e sulla competizione. Deve essere, invece, un cantiere di cittadinanza dove si impara a farsi carico degli altri, vincendo l'indifferenza che spesso è alla base del disagio giovanile.

Un patto educativo tra scuola, famiglie e territorio

L'appello non dimentica il ruolo cruciale degli adulti. Ai docenti e ai dirigenti scolastici viene riconosciuto il compito di "custodi della democrazia", con l'invito a saper scorgere il talento anche laddove sembra esserci solo rassegnazione. Alle famiglie, invece, viene chiesto di ricostruire un'alleanza educativa solida con la scuola.

Secondo il Vescovo, solo un patto educativo necessario tra genitori, insegnanti e comunità ecclesiale può sorreggere i giovani nel loro percorso di crescita, mostrando loro che il futuro non è una minaccia, ma una promessa da costruire insieme. In questo contesto, la Diocesi si impegna, attraverso il cammino del Sinodo, a dare maggiore spazio alla voce dei ragazzi nei prossimi mesi.

Cosa ricordare per la ripresa

L'avvio dell'anno scolastico in Basilicata si inserisce in un quadro di generale riorganizzazione.

Il messaggio di Monsignor Fanelli si conclude con un augurio di buon lavoro a tutto il personale scolastico, sottolineando che ogni giorno di scuola è un'occasione per "restare umani" e costruire una società più giusta.

Tags: studenti bullismo cronaca
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