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Università e sonno: alle Molinette cure per il social jet lag

11 settembre 2026 di Vincenzo Schirripa

Dormire poco e male non è solo una conseguenza dei ritmi intensi della vita accademica, ma può essere il segnale di un vero e proprio disturbo del ritmo circadiano. Il 20% degli studenti universitari soffre di quella che gli specialisti definiscono social jet lag, una condizione in cui la tendenza naturale ad addormentarsi tardi si scontra con le necessità imposte dagli orari di studio e lezione.

Il fenomeno, spesso confuso con la comune insonnia, è stato analizzato dal Centro di riferimento regionale di Medicina del Sonno dell'ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, in collaborazione con l'Università di Torino. I dati evidenziano come una larga fetta della popolazione studentesca non riesca a garantire al proprio organismo il riposo necessario per un ottimale funzionamento cognitivo e fisico.

Che cos'è il social jet lag

Il social jet lag si manifesta quando il ritmo biologico individuale non è sincronizzato con gli impegni sociali e lavorativi. Gli studenti colpiti presentano una spiccata propensione ad andare a letto tardi, necessitando di dormire più a lungo al mattino. Tuttavia, gli orari rigidi della didattica rendono questo riposo impossibile, portando a una cronica deprivazione di sonno.

Le conseguenze di questa condizione vanno ben oltre la semplice stanchezza.

I protocolli terapeutici

Per affrontare questa problematica, spesso sottodiagnosticata o trattata in modo inappropriato, il centro torinese ha messo a punto protocolli terapeutici personalizzati, basati sul monitoraggio strumentale del ciclo di sonno. L'approccio si concentra su tecniche integrate e interventi mirati.

L'importanza di intervenire tempestivamente risiede anche nella prevenzione a lungo termine. La privazione di sonno, infatti, è un fattore di rischio noto per patologie gravi come diabete, obesità, malattie cardiovascolari e demenza. Come sottolineato dall'assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, "informazione, prevenzione e appropriatezza delle cure sono fondamentali soprattutto quando parliamo della salute dei nostri giovani".

Per accedere al percorso diagnostico e terapeutico è necessaria l'impegnativa del proprio medico di medicina generale con la dicitura "prima visita per disturbi del sonno". Il servizio è accessibile a tutti i cittadini, inclusi gli studenti universitari, previa prenotazione tramite il Centro Unificato di Prenotazione (CUP) regionale. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale del Centro di riferimento regionale di Medicina del Sonno.

Per gli studenti che percepiscono una difficoltà persistente nel conciliare i ritmi di studio con il riposo notturno, il consiglio è quello di rivolgersi a centri specializzati, evitando il ricorso a soluzioni "fai-da-te" che potrebbero rivelarsi inefficaci o controproducenti. Per ulteriori approfondimenti sulle tematiche legate al diritto allo studio e alla salute.

Tags: universita benessere salute
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