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Piano Scuola Connessa: stop alla fibra gratis nelle scuole

11 settembre 2026 di Vincenzo Schirripa

Il Piano Scuola Connessa è ufficialmente giunto al termine, lasciando centinaia di istituti scolastici italiani senza la copertura finanziaria per la banda ultra-larga proprio all'avvio dell'anno scolastico 2026/2027. Senza un intervento strutturale, le scuole sono ora costrette a farsi carico dei canoni di connessione, con un esborso stimato tra i 3.000 e i 4.000 euro l'anno che grava direttamente sui bilanci interni, già messi a dura prova dalle spese ordinarie.

Il "blackout" digitale all'avvio delle lezioni

La scadenza del progetto per la diffusione della banda ultra-larga negli istituti scolastici sta creando pesanti disagi in tutta Italia. Molti dirigenti scolastici, con la ripresa delle attività amministrative e didattiche di settembre, hanno segnalato l'improvvisa interruzione del servizio o la ricezione di fatture relative a canoni che, fino allo scorso giugno, erano coperti dai fondi governativi. Il Piano, promosso nel 2021 e gestito operativamente da Infratel Italia, prevedeva infatti la fornitura gratuita di connettività fino a 1 Gigabit al secondo per un periodo di cinque anni.

Tuttavia, per i primi istituti che avevano aderito al progetto, la finestra di finanziamento si è chiusa. Il Piano è stato dichiarato completato per tutte le sedi scolastiche entro il 30 giugno 2026, ma con la fine della fase attuativa è venuto meno anche il supporto economico per il mantenimento dei servizi. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM), interpellato sulla questione, ha rimandato la responsabilità alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, titolare del progetto originario, lasciando le scuole in un limbo normativo e finanziario.

Costi insostenibili per i bilanci degli istituti

La denuncia arriva con forza dalla FLC CGIL, che evidenzia come lo "spegnimento" del progetto non sia un guasto tecnico, ma una precisa scelta legata all'esaurimento dei fondi. La segretaria generale del sindacato, Gianna Fracassi.

"Oggi, scaduto il finanziamento, il progetto è stato semplicemente spento, senza alcuna soluzione alternativa da parte del ministero. Per continuare a svolgere la normale attività didattica e amministrativa, gli istituti si trovano così a dover provvedere in autonomia, con un esborso medio di 3-4mila euro l'anno a carico del proprio bilancio. Una spesa insostenibile, che rischia di mettere in gravissima difficoltà soprattutto le scuole del primo ciclo."

Il rischio concreto è che le scuole con minori disponibilità economiche siano costrette a tagliare altri servizi essenziali o progetti didattici per poter garantire il funzionamento del registro elettronico, dei laboratori multimediali e delle attività di segreteria, tutte dipendenti da una connessione stabile e veloce.

Le reazioni dei dirigenti scolastici

Se da un lato i sindacati chiedono un finanziamento strutturale e stabile, dall'altro l'Associazione Nazionale Presidi (ANP) mantiene una posizione più cauta, pur confermando la criticità della situazione. Il Presidente dell'ANP ha sottolineato che la natura temporanea del finanziamento era nota fin dall'inizio, pur auspicando un intervento che garantisca la continuità del servizio per evitare disparità tra gli istituti.

Molti dirigenti hanno tentato di coinvolgere le amministrazioni comunali e i sindaci per trovare soluzioni ponte, ma i bilanci comunali raramente riescono a coprire spese di gestione che spettano, per competenza, all'amministrazione centrale o ai fondi specifici per l'istruzione.

Cos'era il Piano Scuola Connessa

Il Piano Scuola Connessa era stato lanciato nel 2021 dal Comitato Banda Ultra Larga (CoBUL) e finanziato anche attraverso le risorse del PNRR. L'obiettivo era ambizioso: portare gratuitamente internet ultraveloce a tutte le istituzioni scolastiche pubbliche, coprendo i costi di infrastrutturazione, attivazione e il canone per i primi anni di esercizio.

Nonostante il raggiungimento degli obiettivi di cablaggio entro il termine del 30 giugno 2026, la mancanza di una strategia per il "dopo-PNRR" sta trasformando un successo tecnologico in un onere economico per le singole scuole. Al momento, non risultano nuovi bandi o decreti pubblicati sul sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito che prevedano lo stanziamento di fondi specifici per la copertura dei canoni di connettività per l'anno scolastico appena iniziato.

Cosa devono fare ora le scuole

In assenza di nuove comunicazioni ufficiali.

  • Verificare la data di scadenza del contratto attivo con l'operatore assegnatario del Piano Scuola Connessa.
  • Valutare, in sede di Consiglio d'Istituto, la variazione di bilancio necessaria per coprire i costi del canone di connettività.
  • Monitorare l'eventuale pubblicazione di nuovi avvisi ministeriali o regionali per il supporto alla digitalizzazione.

La situazione resta in evoluzione, con le organizzazioni sindacali che premono per un incontro urgente a Viale Trastevere per sbloccare la "nebbia" che avvolge il futuro digitale della scuola italiana.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito innovazione.gov.it.

Tags: digitalizzazione fibra ottica bilancio scuole
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