Il primo turno si è chiuso a fine agosto. Il secondo è in corso in queste settimane, e nelle chat dei precari la domanda è sempre la stessa: mi chiameranno?
È una domanda a cui nessun ufficio può rispondere in anticipo. Ma non è una domanda senza risposta: i numeri per farsela ci sono, e sono pubblici.
Cosa sta succedendo adesso
Il secondo turno non è una nuova graduatoria. È la stessa: gli Uffici Scolastici tornano a scorrerla dall'alto per assegnare i posti che il primo turno non ha coperto.
Quei posti arrivano da tre strade. Le rinunce di chi ha detto no a una proposta. Le disponibilità comunicate dalle scuole dopo il primo giro: spezzoni ricomposti, cattedre liberate all'ultimo, posti di sostegno emersi dopo la definizione degli organici. E i posti che al primo turno nessuno degli aspiranti convocati ha accettato.
Rispetto al primo turno cambiano due cose, e vanno nella stessa direzione. I posti sono meno. Ma davanti a te c'è anche meno gente: chi ha già preso un incarico esce dalla fila. Per questo un punteggio che al primo giro non bastava, al secondo può bastare.
Cambia anche il ritmo. Ogni provincia va con i suoi tempi: alcune hanno già pubblicato gli esiti del secondo turno, altre stanno ancora convocando.
Perché il punteggio da solo non dice niente
«Ho 48 punti, ce la faccio?» Messa così, la domanda non ha risposta. Un punteggio non è una soglia: è una posizione in una fila.
Quanto vale quella posizione dipende da tre cose, e nessuna delle tre sta nel punteggio.
Dipende dalla provincia. La stessa classe di concorso ha graduatorie di lunghezza diversa, e posti disponibili diversi, da una parte all'altra d'Italia.
Dipende dalla classe di concorso. Su un posto di sostegno con pochi specializzati si scende molto più in basso che su una classe comune affollata.
Dipende da quanta gente hai davanti che quel posto lo accetterebbe davvero. Una graduatoria lunga non è un ostacolo se metà di chi ti precede ha già un incarico altrove.
Il risultato è che lo stesso punteggio, nello stesso anno, ha esiti opposti in due province vicine. Non è un'anomalia: è il funzionamento normale di un sistema che si decide provincia per provincia.
Come si fa a saperlo davvero
C'è un solo modo di trasformare un punteggio in una previsione: guardare fino a dove hanno davvero chiamato.
Quel dato esiste, ed è ufficiale. Ogni Ufficio Scolastico, quando chiude un turno di nomine, pubblica il bollettino con gli incarichi assegnati. Da quei documenti non si ricava una soglia secca, e presentarla come tale sarebbe fuorviante: le sedi si assegnano sulle 150 preferenze espresse, e capita regolarmente che un posto finisca a chi in graduatoria sta molto più in basso, semplicemente perché nessuno sopra di lui lo aveva chiesto. Si ricava però una cosa più utile: fino a che parte della graduatoria si è davvero attinto, classe per classe e tipo di posto per tipo di posto. È il metro più concreto che un precario possa avere: non una stima, ma quello che è accaduto.
Il problema è la fatica. I bollettini sono decine di PDF su decine di siti diversi, ognuno con una sua forma. Per questo può servire uno strumento che li abbia già raccolti: si può calcolare il proprio punteggio GPS e vedere fino a dove hanno chiamato nella propria provincia partendo dalle graduatorie di 103 province su 107 per il biennio 2026-2028 e dai 106.769 punteggi di chiamata di quest'anno ricavati dai bollettini ufficiali di 79 province — in tutto 2,8 milioni di punteggi, in forma aggregata e senza nomi. È gratuito.
Il confronto che conta è questo: dove ti colloca il tuo punteggio rispetto alla parte di graduatoria da cui hanno pescato davvero, nella tua provincia, sulla tua classe di concorso, sul tipo di posto che ti interessa. Se sei sopra, le probabilità sono alte. Se sei poco sotto, il secondo turno può ancora spostare la linea. Se sei molto sotto, conviene guardare altrove: le supplenze brevi dalle graduatorie d'istituto, e gli interpelli quando le graduatorie provinciali si esauriscono.
Cosa fare mentre aspetti
Tieni pronti i documenti. Carta d'identità, codice fiscale, titolo di specializzazione se ce l'hai: le convocazioni hanno finestre di poche ore, e non è il momento di mettersi a cercare un file.
Guarda ogni giorno il sito del tuo Ufficio Scolastico, non solo la posta elettronica. La pubblicazione dell'avviso vale come notifica: se il bollettino esce e tu non l'hai visto, il termine corre comunque.
Decidi prima cosa accetteresti. Quali comuni, quante ore, quale tipo di posto. Alla convocazione i tempi sono stretti, e le conseguenze di una rinuncia cambiano a seconda dell'incarico: quello che vale nella tua provincia è scritto nell'avviso, e conviene leggerlo prima, non dopo.
Se stai valutando sedi lontane da casa, controlla anche le tabelle di viciniorietà della tua provincia: dicono quali comuni contano come vicini, e servono più di quanto sembri quando si deve scegliere in fretta.




