La sicurezza negli istituti scolastici e durante le attività formative torna al centro del dibattito pubblico, a seguito della diffusione dei recenti dati Inail. Nei primi sette mesi del 2026, si è registrato un incremento significativo delle denunce di infortunio che coinvolgono studenti ed equiparati, un dato che impone una riflessione attenta sulle misure di prevenzione adottate all'interno delle strutture educative e nei percorsi di orientamento e alternanza.
I numeri degli infortuni nel 2026
Secondo le rilevazioni ufficiali, tra gennaio e luglio 2026 le denunce di infortunio presentate all'istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro hanno raggiunto quota 52.744. Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, si osserva un aumento del 5,6%. Per un'analisi di dettaglio e la consultazione puntuale delle serie storiche, è possibile fare riferimento alla sezione Open Data Inail, che offre un quadro statistico completo e costantemente aggiornato sull'andamento degli infortuni nel settore scolastico.
Questi numeri includono non solo gli infortuni avvenuti all'interno degli edifici scolastici durante le normali attività didattiche, ma coprono anche gli episodi occorsi durante le esperienze di formazione esterna, come i percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento (PCTO), e altre attività equiparate che prevedono la copertura assicurativa per i soggetti coinvolti.
La prevenzione come priorità
L'aumento del numero di denunce riaccende la discussione sulla necessità di rafforzare i protocolli di sicurezza. Il tema, costantemente monitorato dalle istituzioni, chiama in causa diversi attori del mondo della scuola, dai dirigenti scolastici ai responsabili dei servizi di prevenzione e protezione (RSPP), fino ai docenti che supervisionano le attività laboratoriali e i tirocini.
La normativa vigente in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/2008) equipara, a tutti gli effetti, gli studenti che partecipano ad attività di formazione che comportino l'uso di laboratori, macchine, attrezzature di lavoro o l'esposizione ad agenti chimici, fisici o biologici, ai lavoratori. Tale equiparazione comporta il rigoroso rispetto degli obblighi di formazione, informazione e addestramento, essenziali per prevenire i rischi in ambienti che, pur essendo vocati all'apprendimento, presentano criticità strutturali o operative.
Prospettive e controlli
In attesa di analisi più dettagliate che possano chiarire la natura specifica degli infortuni — distinguendo tra incidenti occorsi in aula, in palestra o durante le attività esterne — l'attenzione resta alta. La prevenzione non si limita alla dotazione di dispositivi di protezione individuale, ma passa attraverso una cultura della sicurezza che deve essere trasmessa fin dai primi anni del percorso scolastico.
Per le scuole, l'indicazione rimane quella di verificare costantemente lo stato di manutenzione delle strutture e di assicurare che ogni attività extracurricolare o di laboratorio sia preceduta da un'adeguata valutazione del rischio, in conformità con le linee guida ministeriali e le disposizioni del Ministero dell'Istruzione e del Merito.




