Trasformare un'intuizione in un progetto sostenibile non è solo una questione di buone idee, ma di metodo. È questa la filosofia alla base del Creo-Lab, il laboratorio di imprenditorialità del Dipartimento di Ingegneria Gestionale dell'Università di Bergamo che supporta gli studenti nell'approccio al mondo dell'imprenditorialità, superando i confini della didattica puramente teorica.
Il progetto, coordinato dal professor Tommaso Minola, sposta il focus dalla ricerca immediata di una soluzione alla comprensione profonda del problema. "Siamo abituati a ragionare sulla soluzione, mentre qui si dedica molto più tempo a capire il bisogno e la specifica necessità o inefficienza a cui ci si vuole rivolgere", spiega il docente. Un approccio che richiede pazienza e capacità di analisi, ma che garantisce una consapevolezza maggiore nel momento in cui si definisce il progetto.
Gli studenti interessati a partecipare alle attività, consultare le "challenge" attive per l'anno accademico 2026/2027 o approfondire le modalità di candidatura possono visitare la pagina ufficiale del CREOlab sul portale dell'Università degli Studi di Bergamo.
Il metodo: multidisciplinarità e sfida reale
Il cuore del Creo-Lab è la multidisciplinarità. Gli studenti, provenienti da percorsi formativi diversi – dall'ingegneria alla comunicazione, fino all'economia – sono chiamati a collaborare in gruppi. Questa eterogeneità di competenze permette di analizzare le "challenge" (sfide) proposte dalle aziende con prospettive differenti, arricchendo il dibattito e la qualità della proposta finale.
- Sulla voce e la comunicazione: Un gruppo di lavoro ha trasformato una sfida aziendale sulla balbuzie in un progetto più ampio dedicato al benessere vocale, analizzando i competitor e verificando la fattibilità della proposta.
- Sull'efficienza aziendale: Altri studenti hanno ideato uno strumento basato su messaggi vocali per ottimizzare il lavoro dei commerciali, imparando a sezionare il problema reale sottostante alla richiesta iniziale dell'azienda.
- Sulla sostenibilità: In alcuni casi, sono stati gli studenti stessi a individuare i bisogni, come la necessità di creare piattaforme di orientamento che mettano in contatto diretto studenti e imprese, coniugando aspirazioni personali e sostenibilità economica.
- Sulla condivisione del sapere: Altri ancora hanno lavorato alla creazione di piattaforme interne per la gestione degli insight aziendali, misurandosi con scadenze rigorose e tecniche di public speaking.
Dalla teoria alla pratica
Ciò che gli studenti apprezzano maggiormente è la possibilità di "partire da zero". A differenza degli esami tradizionali, dove esiste una traccia definita, al Creo-Lab il punto di partenza è spesso una sfida aperta. "Qui partivi da zero", racconta uno dei partecipanti, sottolineando come il percorso richieda continui tentativi, confronti e correzioni.
Il rapporto con i mentor e i docenti funge da guida, permettendo di trasformare concetti astratti, come il business model, in strumenti operativi. "In università fai le cose teoriche, ma poi metterle in pratica è tutta un'altra storia", aggiungono gli studenti, evidenziando come il confronto con gli stakeholder esterni sia il momento cruciale per rendere solida e realistica la propria idea.
Il Creo-Lab si sta così evolvendo: da semplice esperienza didattica a vero e proprio spazio di sperimentazione, dove l'università e le imprese possono dialogare. Per gli studenti, rappresenta l'opportunità di mettersi in gioco, testare le proprie competenze e comprendere le dinamiche del mondo del lavoro prima ancora di conseguire la laurea.