Un bambino di tre anni potrà tornare a frequentare il servizio di pre e post scuola a Treviglio, in provincia di Bergamo, superando l’impasse che lo aveva visto inizialmente escluso a causa della sua patologia. La vicenda, che aveva sollevato un acceso dibattito sull'accessibilità dei servizi educativi, si è conclusa positivamente grazie a una riorganizzazione del supporto sanitario necessario in caso di emergenza.
Il caso era emerso nei mesi scorsi quando la famiglia del piccolo era stata informata dell'impossibilità di garantire la frequenza al servizio di pre e post scuola. Il motivo risiedeva nella necessità, in caso di emergenza, di somministrare un farmaco salvavita al bambino, una procedura che la società partecipata dal Comune, Ygea, non era in grado di gestire con il personale a disposizione. Di fronte a tale diniego, la famiglia era stata costretta a ritirare il bambino dal servizio.
Una soluzione basata sulla collaborazione
La situazione si è sbloccata dopo che la questione è stata sollevata in Consiglio comunale attraverso un'interpellanza, portando all'attenzione delle istituzioni l'importanza di garantire il diritto all'inclusione scolastica. La soluzione individuata prevede ora il coordinamento tra Comune e ASST Bergamo Ovest per garantire la necessaria assistenza sanitaria, in grado di assicurare l'intervento tempestivo per la somministrazione del farmaco salvavita.
Matilde Tura, capogruppo del Pd che ha seguito la vicenda fin dalle prime segnalazioni, ha espresso soddisfazione per l'esito del percorso. “Fino a poche settimane fa questo non era possibile”, ha commentato, sottolineando come il lavoro di squadra tra Comune di Treviglio, la società Ygea e l'Asst Bergamo Ovest abbia permesso di trasformare una barriera in una opportunità di accoglienza. “Oggi quel percorso produce un fatto concreto: un bambino che può usufruire di un servizio educativo come tutti gli altri, come è giusto che sia”.
L'importanza dell'inclusione nei servizi scolastici
La vicenda di Treviglio riaccende i riflettori sulla gestione delle patologie croniche o delle condizioni di salute che richiedono farmaci salvavita in ambito scolastico, come il diabete di tipo 1, l'epilessia, l'asma o le allergie gravi. Secondo quanto emerso dal dibattito locale, la salute non può rappresentare un ostacolo alla partecipazione alla vita scolastica e ai servizi integrativi.
Per le famiglie che si trovano a gestire situazioni analoghe, è fondamentale fare riferimento alle linee guida regionali sulla somministrazione di farmaci in ambito scolastico, che definiscono le modalità di collaborazione tra istituzioni sanitarie e scolastiche. La modulistica per l'attivazione dei protocolli di assistenza è disponibile sul sito istituzionale del Comune di Treviglio e presso gli uffici competenti dell'ASST Bergamo Ovest, che forniscono il supporto tecnico necessario per l'avvio delle procedure di tutela del diritto alla salute, in linea con quanto previsto anche per il personale impegnato in ambito educativo e di supplenza scolastica.
L'intervento delle istituzioni locali ha permesso di evitare che la gestione burocratica o organizzativa del servizio diventasse un'esclusione di fatto. Con l'avvio del nuovo anno scolastico, il bambino potrà quindi essere regolarmente inserito nel contesto del pre e post scuola, beneficiando del nuovo protocollo di assistenza sanitaria attivato sul territorio.




