L’avvio dell’anno scolastico all’Istituto d’Istruzione Superiore "Adone Zoli" di Atri, in provincia di Teramo, si apre con una chiara priorità: la costruzione di un ambiente scolastico che sappia prevenire e contrastare attivamente il bullismo e il cyberbullismo. La scuola ha presentato in questi giorni un modello operativo integrato che chiama a raccolta l’intera comunità scolastica, superando l’approccio puramente normativo per puntare su una cultura del rispetto condivisa.

Il progetto si inserisce nel solco della Legge 71/2017 e delle successive linee guida ministeriali, che definiscono il quadro di riferimento nazionale contro i fenomeni di prevaricazione tra i giovani. Ad Atri, l'istituto ha scelto di declinare queste indicazioni in un piano d'azione concreto, che definisce responsabilità precise e ruoli ben delineati per ogni attore coinvolto nel percorso educativo. Tali procedure e le modalità di gestione dei casi sono formalmente depositate nel Patto educativo di corresponsabilità e nel Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF), consultabili pubblicamente sul sito istituzionale della scuola.

Un impegno collettivo: i ruoli definiti

Il cuore del sistema è rappresentato dal Team Bullismo. Coordinato dal dirigente scolastico, questo organismo ha il compito di definire le strategie di prevenzione e di gestire la politica d'istituto, mantenendo un dialogo costante con i soggetti esterni al mondo della scuola. Ma l'azione non si ferma alla governance: il piano prevede compiti specifici per tutte le componenti:

  • Docenti: sono chiamati a osservare con attenzione i comportamenti degli alunni, agendo come sentinelle capaci di intercettare precocemente i campanelli d'allarme e attivare le procedure di intervento.
  • Personale ATA: gioca un ruolo cruciale nella vigilanza attiva, specialmente nelle aree comuni, dove il monitoraggio costante permette di prevenire situazioni di criticità.
  • Studenti: non sono semplici spettatori, ma protagonisti del progetto. Sono incoraggiati a partecipare attivamente alle iniziative di sensibilizzazione e a farsi carico del supporto ai compagni in difficoltà, segnalando i casi sospetti.
  • Famiglie: attraverso il Patto educativo di corresponsabilità, i genitori si impegnano a collaborare strettamente con i docenti, in un'alleanza che deve necessariamente consolidarsi tra le mura domestiche.

L'appello alle famiglie: la prevenzione nasce a casa

Proprio alle famiglie è rivolto l'invito più importante in vista dell'anno scolastico appena iniziato. La scuola, sebbene dotata di strumenti formali e di un'organizzazione strutturata, non può operare isolatamente. La prevenzione del disagio giovanile, sottolinea l'Istituto Zoli, richiede un ascolto costante e un dialogo aperto tra genitori e figli.

L'obiettivo è far sì che ogni studente si senta parte di una comunità protetta, in cui il disagio non venga ignorato e il confronto sia la base per risolvere le incomprensioni. La creazione di un "porto sicuro", sia a scuola che in famiglia, rimane l'obiettivo finale di questo percorso, affinché la lotta al bullismo diventi un esercizio quotidiano di cittadinanza e rispetto reciproco.