Una raccolta firme da 511 sottoscrizioni, consegnata un anno fa all'Ufficio Scolastico Territoriale di Monza Brianza, è rimasta senza risposta. Rivolta" di Ceriano Laghetto il tempo scuola è sceso a 27 ore settimanali e, per i nuovi iscritti, le classi prime passano da tre a due. A denunciarlo è il Comitato Genitori del plesso, in una lettera aperta che segna un nuovo capitolo di una mobilitazione iniziata nell'anno scolastale scorso.

La vicenda è diventata il simbolo di un malcontento che attraversa molte comunità scolastiche alle prese con la razionalizzazione delle sezioni e con la definizione dell'organico: criteri che, spesso, vengono contestati dai territori perché misurati solo sui numeri e non sull'offerta formativa.

La petizione ignorata

Lo scorso anno il Comitato aveva chiesto — come prima opzione — l'istituzione di una sezione a tempo pieno da 40 ore; in subordine, la garanzia di almeno 29 ore di insegnamento effettivo. Obiettivi sostenuti dal Comune di Ceriano Laghetto, che aveva fatto propria la battaglia fin dall'inizio, e da un'adesione di massa: genitori, cittadini e insegnanti avevano raccolto 511 firme.

A quella mobilitazione, però, non è seguito alcun riscontro dall'Ufficio Scolastico Territoriale di Monza Brianza. "Le richieste, le firme e i bisogni reali di tantissime famiglie sono stati lasciati cadere nel vuoto, in una totale mancanza di dialogo", si legge nella lettera aperta diffusa in questi giorni.

Cosa è cambiato per la scuola

Rispetto alle richieste delle famiglie, la situazione è peggiorata:

  • Tempo scuola ridotto a 27 ore settimanali: una decisione assunta dal Provveditorato, che ha negato sia il tempo pieno sia l'ampliamento a 29 ore.
  • Classe prima in meno: le sezioni disponibili per i nuovi iscritti passano da tre a due, con ricadute dirette sull'organizzazione delle famiglie e sulla didattica.

Per il Comitato si tratta di "logiche di mero taglio numerico" che penalizzano l'offerta formativa e i bambini, riducendo il tempo dedicato all'apprendimento e alla socialità.

Una questione che riguarda molte scuole

Il caso di Ceriano Laghetto non è isolato. In diverse province italiane i criteri per la formazione delle classi e la definizione del tempo scuola — basati su parametri demografici e sugli organici disponibili — entrano regolarmente in attrito con le aspettative delle comunità locali, che chiedono di preservare sezioni e moduli orari ritenuti essenziali per la qualità dell'offerta formativa.

Quando il dimensionamento porta a una riduzione delle sezioni o a un taglio delle ore, la prima conseguenza pratica è proprio questa: un plesso che vede diminuire il numero di classi entranti, con effetti immediati su iscritti, famiglie e personale. Le proteste delle famiglie — sostenute spesso dalle amministrazioni comunali — cercano di aprire un canale di confronto con l'Ufficio scolastico, che però non sempre risponde.

La mobilitazione continua

. Rivolta" annuncia che non intende fermarsi. Forte del sostegno della comunità e dell'Amministrazione comunale, chiede un'apertura di dialogo con l'Ufficio Scolastico Territoriale di Monza Brianza e la revisione delle decisioni sul tempo scuola e sulle sezioni. Una mobilitazione che, nelle intenzioni dei promotori, dovrà tornare a mettere al centro "il diritto allo studio" dei bambini di Ceriano Laghetto.

La vicenda segue il calendario scolastico in pieno avvio: con il nuovo anno ormai iniziato, eventuali correzioni sull'organico sono legate ai passaggi successivi di mobilità e adeguamenti, mentre le iscrizioni per il prossimo anno riapriranno nei mesi invernali — finestra in cui il Comitato conta di far pesare le proprie richieste.