In un momento in cui sempre più giovani cercano di riconnettersi con le radici e le tradizioni, l'Appennino Bolognese risponde con un'iniziativa concreta e innovativa: la "Scuola di Agricoltura Affettiva". Il progetto prevede l'avvio di quattro percorsi gratuiti dedicati a chi desidera imparare i mestieri della terra direttamente sul campo, lontano dalle aule tradizionali e dalle slide, con una programmazione che punta a ridare centralità alla montagna.
Il progetto, promosso dal Biodistretto Appennino Bolognese Fondazione ETS, si rivolge a giovani donne e uomini, inclusi coloro con un background migratorio, con l'obiettivo di offrire un'opportunità di lavoro e di vita nelle aree rurali che spesso subiscono lo spopolamento. L'iniziativa è resa possibile grazie al sostegno dell'8xmille dell'Unione Buddhista Italiana, che finanzia progetti dedicati a ecologia e disagio giovanile, puntando su una formazione che sia al contempo professionale e umana.
Un'esperienza immersiva tra natura e sapere artigiano
La "Scuola di Agricoltura Affettiva" si distingue per il suo approccio completamente pratico e immersivo. I partecipanti hanno la possibilità di trascorrere giornate intere al fianco di imprenditori e artigiani locali, apprendendo tecniche e segreti di mestieri antichi. Lucio Cavazzoni, presidente del Biodistretto Appennino Bolognese, ha sottolineato come questa "scuola affettiva, artigiana e di relazione" vada controcorrente rispetto all'agricoltura intensiva, promuovendo un modello che rispetta il suolo, l'habitat e la società.
“C'è una generazione che vuole tornare ai campi, ma le manca il sapere di chi pratica quei mestieri ogni giorno. Questa scuola è il trait d’union tra questo desiderio e la realtà”, ha spiegato Cavazzoni, evidenziando il valore della trasmissione diretta delle conoscenze tra generazioni diverse.
I quattro percorsi formativi in dettaglio
L'offerta formativa è articolata in quattro distinte esperienze, ciascuna focalizzata su un aspetto specifico dell'agricoltura e dell'allevamento, guidate da esperti del territorio:
- Capre e formaggi a Gaggio Montano: Il percorso si tiene presso l'azienda agricola "La Tana" di Lisa Corinna Raffl. I partecipanti imparano l'allevamento delle capre e la produzione di formaggi, con giornate che iniziano all'alba per seguire il ritmo naturale della mungitura.
- Vicini alle api a Sasso Marconi: Zeid Nabulsi, apicoltore di BEEBO, guida un percorso dedicato al mondo dell'apicoltura, svelando i segreti di questi preziosi insetti e della gestione degli alveari per la produzione del miele.
- Alpaca per la relazione a Marzabotto: Presso "La Casetta" di Laura Gelli, i partecipanti si avvicinano all'allevamento degli alpaca, scoprendo il loro ruolo come animali di relazione e le potenzialità di un'azienda agricola multifunzionale.
- Grani, forno e pane che è pace a Monghidoro: Matteo Calzolari, cerealicoltore e fornaio, insegna l'intero processo dalla coltivazione dei grani antichi alla panificazione artigianale, con un'esperienza che prevede anche il lavoro notturno per l'impasto.
Questi percorsi non rappresentano solo un momento formativo, ma si inseriscono in una strategia più ampia di rigenerazione territoriale. Frequentare queste lezioni significa entrare in contatto con una rete di professionisti che hanno già affrontato le sfide del fare impresa in montagna, offrendo ai partecipanti non solo competenze tecniche, ma anche una visione pragmatica sulla sostenibilità economica delle piccole aziende agricole moderne. In un contesto in cui il ritorno alla terra è spesso idealizzato, il progetto fornisce gli strumenti per trasformare la passione in una professione solida, capace di presidiare il territorio contro il dissesto idrogeologico e l'abbandono delle terre alte.
La partecipazione a tutti i corsi è completamente gratuita, e per i giovani palestinesi ospitati dalla Regione Emilia-Romagna che prenderanno parte al progetto, è previsto un contributo dedicato.
Un modello di sviluppo agro-ecologico per l'Appennino
Il Biodistretto Appennino Bolognese Fondazione ETS, che promuove il progetto, è una realtà che riunisce 48 aziende agricole e oltre 100 tra soci e sostenitori, tra cui artigiani, associazioni e amministratori locali, distribuiti su 30 comuni. L'obiettivo è quello di promuovere un modello di sviluppo agro-ecologico sostenibile delle aree montane, valorizzando le produzioni locali e la biodiversità.
Questa iniziativa rappresenta non solo un'opportunità formativa e lavorativa, ma anche un impegno per la valorizzazione del territorio e la creazione di una comunità più consapevole e interconnessa con l'ambiente circostante, favorendo la nascita di nuove micro-imprese capaci di ridare vita ai borghi appenninici.
Informazioni e iscrizioni
Per maggiori informazioni e per iscriversi ai percorsi della "Scuola di Agricoltura Affettiva", è possibile contattare l'organizzazione all'indirizzo email info@appennino.bio.




