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Sindacati

Gilda: precariato e pensioni soffocano la scuola

03 settembre 2026 di Vincenzo Schirripa

L’avvio del nuovo anno scolastico si apre con il duro atto d'accusa della Gilda degli Insegnanti, che punta il dito contro i nodi strutturali mai risolti del sistema d'istruzione italiano. Precariato storico, meccanismi di reclutamento inefficienti e un sistema previdenziale penalizzante rischiano di paralizzare l'attività didattica e di allontanare definitivamente le nuove generazioni dall'insegnamento.

A delineare questo quadro critico è il coordinatore nazionale della Gilda, Vito Carlo Castellana, che attraverso un intervento ufficiale ha chiesto al Ministero dell'Istruzione e del Merito e al Governo un immediato e radicale cambio di rotta per evitare il collasso organizzativo delle scuole.

Il paradosso dei precari storici e del reclutamento farraginoso

Al centro della denuncia del sindacato c'è la gestione del personale docente, caratterizzata da una profonda contraddizione interna. Da un lato, gli istituti scolastici continuano a reggersi sul lavoro di centinaia di migliaia di supplenti con contratti a termine; dall'altro, le procedure ordinarie per l'immissione in ruolo si rivelano troppo complesse e inefficaci.

“Il paradosso – spiega Vito Carlo Castellana – è trovarsi da un lato centinaia di migliaia di precari storici che mandano avanti gli istituti italiani con stipendi irrisori e senza tutele, e dall’altro avere procedure di reclutamento farraginose, continui concorsi e percorsi abilitanti onerosi che non facilitano l’accesso al ruolo”.

Secondo la Gilda, l'attuale impianto di formazione e selezione, caratterizzato da continui mutamenti normativi e costi elevati a carico dei candidati per l'acquisizione dei crediti e delle abilitazioni, non fa che scoraggiare i giovani laureati, creando al contempo un imbuto burocratico che rallenta la copertura stabile delle cattedre.

Il nodo pensioni e il blocco del ricambio generazionale

Un altro fronte di forte preoccupazione per la categoria è quello previdenziale. Le riforme degli ultimi anni e il progressivo innalzamento dei requisiti anagrafici per l'accesso alla pensione stanno determinando un invecchiamento senza precedenti del corpo docente italiano, tra i più anziani d'Europa.

La Gilda evidenzia come le attuali regole e i recenti tagli alla previdenza pubblica stiano costringendo gli insegnanti a rimanere in servizio ben oltre i limiti sostenibili per una professione caratterizzata da un forte logorio psicofisico.

“L’innalzamento continuo dell’età pensionabile e i recenti tagli – avverte il coordinatore nazionale – rischiano di trattenere in cattedra docenti fino a quasi 70 anni, bloccando così il ricambio generazionale”. Questa situazione, oltre a penalizzare i lavoratori più anziani, impedisce l'ingresso stabile di nuove risorse e nuove metodologie didattiche nella scuola pubblica.

Le richieste della Gilda: stabilizzazioni e riforma previdenziale

Per uscire da questa situazione di stallo, la Gilda degli Insegnanti sollecita un intervento normativo urgente che affronti in modo organico le emergenze della scuola. Come si legge nella nota ufficiale della Gilda degli Insegnanti, le priorità d'azione indicate al decisore politico si articolano su tre punti fondamentali:

La mancanza di risposte concrete su questi temi, conclude il sindacato, rischia di compromettere la qualità del servizio scolastico nazionale. “Stiamo condannando la scuola pubblica alla paralisi e allontanando i giovani dalla carriera”, ha ammonito Castellana.

Tags: sindacati precariato pensioni
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