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Uil Scuola: rientro posticipato per il caldo è solo un tampone

Posticipare l'inizio delle lezioni contro le ondate di calore è un rimedio provvisorio: la Uil Scuola chiede interventi strutturali su condizionamento ed edilizia scolastica.

Vincenzo Schirripa 1 settembre 2026 · 16:15 3 min di lettura

Posticipare di qualche giorno l'avvio delle lezioni per evitare le temperature torride di inizio settembre rappresenta solo un rimedio provvisorio che non affronta la radice del problema. A lanciare l'allarme è la Uil Scuola Rua con il segretario generale Giuseppe D'Aprile, che chiede di superare la logica delle emergenze stagionali e di mettere in campo un piano straordinario di interventi strutturali sull'edilizia scolastica italiana.

Con l'avvio imminente del nuovo anno scolastico 2026/2027, il dibattito sulle condizioni climatiche all'interno degli istituti torna puntualmente al centro dell'attenzione. Negli ultimi anni, le estati sempre più calde e prolungate hanno trasformato la ripresa delle attività didattiche in una prova di resistenza sia per gli studenti sia per il personale docente e ATA.

L'analisi della Uil Scuola: le temperature estreme sono un dato strutturale

Come sottolineato dal segretario generale della Uil Scuola Rua, Giuseppe D'Aprile, l'idea di rinviare la data di inizio delle lezioni – recuperando successivamente le giornate durante il corso dell'anno – non può essere considerata una soluzione a lungo termine. Gli studi sul cambiamento climatico dimostrano che i periodi di caldo intenso si stanno allungando, andando a interessare mesi in cui la scuola è pienamente operativa.

Questa situazione crea disagi diffusi che si ripercuotono direttamente sull'attività didattica e sul funzionamento delle scuole:

Ad aggravare la situazione è la composizione numerica delle classi. La presenza di molti alunni all'interno di spazi ristretti e scarsamente ventilati accentua la percezione del calore, rendendo l'ambiente scolastico poco vivibile.

Patrimonio edilizio obsoleto: sei scuole su dieci costruite prima del 1975

Il nodo centrale della questione risiede nello stato di arretratezza del patrimonio immobiliare scolastico italiano. Secondo i dati evidenziati dal sindacato, circa sei edifici scolastici su dieci risalgono a prima del 1975, realizzati cioè in un'epoca caratterizzata da esigenze climatiche e standard costruttivi completamente diversi da quelli attuali.

La stragrande maggioranza delle scuole italiane è ancora sprovvista di impianti di condizionamento e di sistemi di climatizzazione adeguati. Di fronte a questo quadro, i semplici aggiustamenti di calendario rischiano di rinviare la soluzione anziché affrontarla.

I nodi da sciogliere: condizionatori, isolamento e schermature solari

Per la Uil Scuola l'unica strada percorribile è quella degli investimenti strutturali a lungo termine, volti ad ammodernare i plessi scolastici di tutto il Paese. L'obiettivo deve essere la prevenzione, garantendo ambienti idonei prima dell'arrivo delle stagioni calde.

Tra le priorità indicate dal sindacato figurano:

Puntare sulla prevenzione e sulla riqualificazione energetica del patrimonio scolastico – conclude D'Aprile – rappresenta l'unica risposta efficace per tutelare il diritto allo studio e garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose per tutto il personale.

Tags: sindacati scuola edilizia scolastica
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