L'accessibilità degli edifici scolastici italiani continua a presentare forti disomogeneità e allarmanti divari territoriali. A richiamare l'attenzione sul tema è il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), guidato dal presidente Romano Pesavento, che ha analizzato i dati dell'indagine di Tuttoscuola diffusa il 2 settembre 2026 e basata sui dati ufficiali del Ministero dell'Istruzione e del Merito relativi all'anno scolastico 2023/2024.
I numeri del divario: ascensori e servizi igienici
Dalla rilevazione emerge chiaramente come il patrimonio edilizio scolastico non garantisca ovunque gli stessi standard di inclusività. Su 29.639 plessi in cui le scale sono necessarie per accedere ai piani superiori, 22.093 (il 74,5%) risultavano a norma. Il divario territoriale si accentua in modo drastico analizzando la presenza di ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici: ne è provvisto solo il 53,9% degli istituti (15.961 edifici), con una forbice di quasi trenta punti percentuali tra il 66,5% del Nord-Ovest e il 36,5% del Sud.
Situazione analoga sul fronte dei servizi igienici adattati per studenti con disabilità. Se a livello nazionale risultano presenti in 27.131 edifici su 39.993 (67,8%), nel Mezzogiorno il dato scende al 53,7%, toccando percentuali critiche in Calabria (44,2%) e in Campania (42,4%). Tali risultanze si collegano ai dati Istat relativi allo stesso anno scolastico, secondo cui solo il 40,5% delle scuole italiane risulta fisicamente accessibile ad alunni con disabilità motoria (36,7% al Sud) e appena il 12% degli istituti ha eseguito interventi di rimozione delle barriere architettoniche.
Risorse, monitoraggio e le proposte al Ministero
Il CNDDU sottolinea come il problema non risieda nella carenza di norme — esistenti fin dalle leggi n. 13/1989, n. 104/1992 e dai relativi regolamenti attuativi —, bensì nella loro concreta applicazione. Anche sul piano della programmazione gli strumenti non mancano: dal D.M. 23 dicembre 2024, che definisce il Piano generale triennale 2025-2027, al D.M. 24 ottobre 2025, che ha stanziato 18.689.726,62 euro per eliminare le barriere negli edifici scolastici statali e paritari.
Tuttavia, di fronte a quasi 40 mila istituti e a divari così marcati, l'associazione evidenzia la necessità di verificare se una dotazione di circa 18,7 milioni di euro sia proporzionata alle reali esigenze. Il Coordinamento ha quindi avanzato specifiche richieste al Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara:
- Rafforzare i fondi specifici destinati all'abbattimento delle barriere architettoniche;
- Calibrare i criteri di riparto sui fabbisogni territoriali accertati, concentrando i fondi dove le carenze sono maggiori;
- Istituire un sistema di monitoraggio pubblico e trasparente sullo stato di avanzamento delle opere, distinguendo tra carenze di fondi e ritardi procedurali o esecutivi degli enti locali.