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Scuola

San Leo: 13 alunni e scuolabus a rischio, protestano i genitori

02 settembre 2026 di Vincenzo Schirripa

A San Leo, suggestivo borgo dell'entroterra riminese, la campanella del nuovo anno scolastico rischia di suonare portando con sé un pesante ostacolo per le famiglie. A circa due settimane dal rientro in classe, il futuro del trasporto scolastico per la scuola primaria del capoluogo è diventato il centro di una accesa discussione che mette in luce la fragilità delle piccole scuole di montagna e delle comunità che le tengono in vita.

La scuola elementare del capoluogo conta quest'anno appena 13 alunni. Un numero ridottissimo, che descrive perfettamente il fenomeno dello spopolamento scolastico nelle aree interne. Di questi tredici bambini, quattro famiglie hanno presentato formale richiesta per poter usufruire dello scuolabus comunale. Tuttavia, l'amministrazione, per ragioni di bilancio e di sostenibilità economica, sta valutando se attivare o meno il servizio dedicato.

La proposta del Comune e la mobilitazione delle famiglie

L'ipotesi iniziale avanzata dal Comune prevedeva la sostituzione dello scuolabus con l'utilizzo del trasporto pubblico di linea, offrendo alle famiglie un contributo economico calcolato in base alla distanza da percorrere. Una soluzione che, però, si scontra duramente con la realtà geografica del territorio.

Per alcune famiglie la proposta è infatti impraticabile. È il caso dei residenti nella frazione di Montemaggio: percorrere quella tratta con il bus di linea ordinario significherebbe scendere verso Pietracuta, anziché salire verso il capoluogo dove si trova l'edificio scolastico, allungando i tempi e complicando enormemente la logistica quotidiana dei bambini. Per questo motivo, i genitori hanno deciso di unire le forze e lanciare una petizione formale per chiedere il mantenimento del servizio di scuolabus.

"Crediamo che non sia solo una scelta dettata dal bilancio. La rinuncia a un servizio fondamentale per le famiglie delle zone più periferiche rischia di mettere in discussione la continuità stessa della scuola primaria. I servizi che sostengono la scuola non devono essere considerati un semplice costo, ma un investimento sui bambini e sul futuro di San Leo."

— Dai promotori della petizione dei genitori

I firmatari della petizione chiedono inoltre all'amministrazione comunale di rendere pubblico il risparmio effettivo che deriverebbe dall'eventuale taglio dello scuolabus, rivendicando il diritto a una scuola accessibile anche per chi vive nelle zone più isolate del territorio comunale.

La replica del sindaco Leonardo Bindi

Il primo cittadino di San Leo, Leonardo Bindi, ha accolto con sorpresa e un certo rammarico la protesta dei genitori, soprattutto in merito alle tempistiche scelte per l'avvio della petizione. Il sindaco ha tenuto a precisare che nessuna decisione definitiva è stata ancora assunta e che gli uffici comunali sono al lavoro per trovare una sintesi.

"L'incontro dello scorso 18 agosto aveva una natura puramente conoscitiva, utile a capire quante persone fossero realmente interessate al servizio", ha spiegato il sindaco Bindi. "Al momento le richieste formalizzate sono tre, e per due di queste famiglie la fermata del trasporto pubblico di linea si trova a pochissime decine di metri dall'abitazione".

Il sindaco ha poi sottolineato che la Giunta comunale non ha potuto deliberare nei giorni scorsi a causa della pausa per le ferie estive, ma che l'argomento era già stato calendarizzato per la riunione di ieri, lunedì 31 agosto. "Chiedono un incontro, lo facciamo il lunedì mattina, dobbiamo ancora dare una risposta formale e veniamo già messi all'indice", ha aggiunto Bindi, ricordando che "il Comune di San Leo ha sempre garantito e sostenuto il trasporto scolastico negli anni".

Un equilibrio difficile tra bilancio e servizi essenziali

La vicenda di San Leo non è un caso isolato, ma rappresenta la fotografia di una realtà comune a moltissimi piccoli Comuni italiani. Mantenere aperti i plessi scolastici nei piccoli centri montani o collinari richiede investimenti costanti e servizi di supporto, come mense e trasporti, senza i quali le famiglie sono inevitabilmente spinte a iscrivere i figli nei plessi più grandi dei fondovalle.

La decisione della Giunta, attesa a ore dopo il vertice di ieri, stabilirà se i 13 alunni della primaria di San Leo potranno iniziare l'anno scolastico contando ancora sul consueto scuolabus giallo o se dovranno riorganizzare i propri spostamenti quotidiani. Per aggiornamenti sulle decisioni del Comune e sulla pubblicazione di eventuali avvisi ufficiali, è possibile consultare la sezione dedicata sul sito istituzionale del Comune di San Leo.

Tags: cronaca scuolabus san leo
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